Siamo ancora in tempo per agire: entro il 2050 la Regione punta a una produzione di energia elettrica “carbon free”, grazie all’apporto determinante della geotermia

Cambiamenti climatici in Toscana, ecco quanto sono aumentate le temperature

L’Accordo di Parigi sul clima impone di far di tutto per rimanere entro i +1,5°C al 2100, ma a Piombino siamo già a +1,7°C: è la 25esima città più surriscaldata su 558 in tutta Europa

[25 settembre 2018]

La Rete europea per il giornalismo dei dati (EdJNet) ha appena pubblicato un’inchiesta condotta in tutta Europa per documentare l’avanzata dei cambiamenti climatici nel Vecchio continente; si tratta di un lavoro condotto con il supporto scientifico del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), che incrocia 100 milioni di punti raccolta dati per ottenere un quadro coerente della situazione. I dati mostrano come molte città in tutta Europa abbiano già superato i +2°C – la soglia di sicurezza da non infrangere secondo l’Accordo sul clima di Parigi –, e una situazione molto preoccupante anche in Italia. In questo contesto, la Toscana non è messa meglio.

L’inchiesta ha analizzato dati provenienti da 558 città europee, di cui 54 italiane e 5 toscane. In tutti i casi – compresi quelli regionali – le temperature medie annue (con dati aggiornati al 31 dicembre 2017) sono più elevate rispetto alla media annua registrata nel XX secolo.

Per quanto riguarda in particolare la Toscana, le città prese in esame sono Piombino, Grosseto, Massa, Livorno e Firenze; l’inchiesta mostra che queste ultime 4 hanno già subito un incremento delle temperatura pari a +1,2°C, mentre Piombino tocca il record di +1,7°C. Si tratta dell’aumento di temperatura più elevato registrato in Italia dopo quello di Belluno (+2°C), e il 25esimo su 558 città europee.

Rispetto al quadro delineato dall’Accordo di Parigi sul clima, ratificato anche dall’Italia, si tratta di una pessima performance. L’Accordo stabilisce infatti di limitare il riscaldamento globale “ben al di sotto” dei +2ºC, tentando comunque il possibile per restare entro i +1,5°C. Si tratta di obiettivi con target 2100, ma a Piombino sono stati superati con 83 anni d’anticipo e il resto delle città toscane mostra di essere già abbondantemente sulla stessa linea. Tutto questo nonostante la Toscana sia una delle regioni dove l’attenzione per lo sviluppo sostenibile è da sempre sopra la media nazionale.

La battaglia contro i cambiamenti climatici non può infatti che svolgersi a livello internazionale, vista la dimensione globale del problema, e le amministrazioni che agiscono a livello locale hanno una libertà d’azione limitata. Tutto questo non comporta la libertà di assumere un atteggiamento rinunciatario: piuttosto, non resta loro che affilare le pochi armi disponibili, sia sul fronte dell’adattamento al clima che cambia, sia su quello del contrasto ai cambiamenti climatici.

Sono due le principali azioni impostate dalla Regione Toscana sotto questo profilo. La prima riguarda la difesa del suolo, sottoposto a stress crescenti a causa di siccità e bombe d’acqua: «Proseguiamo a spendere materialmente al ritmo di 100 milioni l’anno in opere per la difesa del suolo e la tutela dell’equilibrio idrogeologico del nostro territorio. Lo facciamo dal 2011», ha recentemente dichiarato al proposito il governatore Enrico Rossi.

Poi c’è la lotta contro i cambiamenti climatici. L’obiettivo toscano è giustamente ambizioso: lo scorso novembre la Regione, in collaborazione con l’Università di Pisa, ha presentato il progetto Toscana Green 2050 (i cui dettagli erano attesi per la metà del 2018, ma ancora sono in fase di elaborazione); l’obiettivo è quello di arrivare a una produzione di energia elettrica carbon-free al 2050, grazie alle fonti rinnovabili. Un traguardo per raggiungere il quale sarà determinante l’apporto della fonte rinnovabile che caratterizza maggiormente la nostra regione, ovvero la geotermia, la quale soddisfa già oggi il 30,78% della domanda di energia elettrica toscana.

Siamo ancora in tempo per affrontare i cambiamenti climatici, e l’esempio migliore è già sotto ai nostri occhi: la Provincia di Siena ormai dal 2011 – e anche qui con l’apporto determinante della geotermia, dalla quale arriva il 92% dell’elettricità prodotta localmente – è la prima area vasta d’Europa e forse del mondo a essere certificata (dall’Università di Siena) come “carbon free”, ovvero a emissioni nette zero.