Un successo per il progetto Mats, coordinato dall’italiana Enea

La prima centrale solare termodinamica in Nord Africa con tecnologia del premio Nobel Carlo Rubbia

«Ora il nostro obiettivo è di trasformare una regione semi desertica in un hub tecnologico, rafforzando la collaborazione scientifica tra Unione europea e sponda Sud del Mediterraneo»

[9 marzo 2018]

A circa 40 chilometri da Alessandria d’Egitto è stato inaugurato la prima centrale solare termodinamica basata sulla tecnologia ideata dal premio Nobel Carlo Rubbia e sviluppata dall’Enea: all’interno di uno  spazio di 10mila mq (circa due campi da calcio) 18 specchi parabolici lunghi ciascuno 100 metri “captano” le radiazioni solari. Il tratto peculiare dell’impianto sta nell’impiego di sali fusi alla temperatura massima di 550°C come fluido di processo e un sistema di accumulo termico per distribuire l’energia, anche in assenza di radiazione solare.

L’impianto è stato realizzato da Mats (Multipurpose  applications by thermodynamic solar), consorzio che gode di un finanziamento internazionale di 22 milioni di euro (di cui 12,5 dall’Unione europea), coordinato dall’italiana Enea. «Il progetto Mats – osserva al proposito Tommaso Crescenzi, responsabile della divisione “solare termico e termodinamico” dell’Enea – dimostra sia la validità della tecnologia tutta italiana, e in particolare di quella Enea, del solare termodinamico, sia la capacità di ricerca, università e industria di mettere a sistema le proprie competenze cooperando in modo efficace con le realtà locali».

Un progetto di alto profilo con importanti, attese ricadute per l’economia locale. Non a caso l’inaugurazione è stata presenziata dall’ambasciatore d’Italia al Cairo Giampaolo Cantini e dell’ambasciatore Ue Ivan Surkos, dal ministro egiziano dell’Elettricità e Fonti rinnovabili, Mohamed Shaker, e dell’Università e ricerca, Khalid Atef Abdul Ghaffar, e del presidente dell’Accademia per la ricerca scientifica d’Egitto (Asrt), Mahmoud Sakr.

«Dopo i risultati tecnologici ottenuti, da questo momento in poi – conclude il coordinatore del progetto Mats, Alberto Giaconia – sarà fondamentale puntare sul training di maestranze locali per la gestione del nuovo impianto, che porterà anche alla creazione di nuovi posti di lavoro, per di più in un settore strategico per il Nord Africa come quello delle fonti rinnovabili. Ora il nostro obiettivo è di trasformare una regione semi desertica in un hub tecnologico, rafforzando la collaborazione scientifica tra Unione europea e sponda Sud del Mediterraneo, e di replicare questa esperienza in altre aree del Nord Africa e del Medio Oriente per favorire e diffondere tecnologie innovative in una logica di cooperazione allo sviluppo, un settore in cui l’Enea è fortemente impegnata».