Cevital, a Piombino Adriano Zambon sarà direttore generale: una buona notizia per l’ambiente?

Sotto la guida del manager ex-Beltrame il gruppo siderurgico non ha trascurato gli aspetti ambientali della gestione

[13 maggio 2015]

Il sospirato Piano industriale della multinazionale algerina Cevital, per il rilancio dell’ex Lucchini, dovrebbe finalmente essere presentato domani al ministero dello Sviluppo economico. Finora le promesse e gli annunci hanno sempre finito per trasformarsi in un buco nell’acqua, lasciando spazio alla procrastinazione, ma i giorni passano e per rispettare la volontà di concludere l’acquisto dell’acciaieria entro fine mesi è necessario stringere. Anche sindacati, società civile e soprattutto i lavoratori aspettano una risposta – per la quale sembra sarà necessario aspettare ancora, dopo l’appuntamento al Mise –, e le modalità con cui verrà declinata l’annunciata “riconversione ecologica” dell’impianto non sono affatto secondarie.

Pressata dalla concorrenza internazionale, dalla volatilità dei prezzi delle materie prime e dal costo dell’energia, così com’è strutturata la produzione siderurgica nazionale – giudicata a suo tempo strategica da governo e Ue – giunge stremata dopo anni di sofferenza. Nonostante i timidi segnali di ripresa economica italiana, nei primi tre mesi del 2015 Federacciai comunica che sono state prodotte 5,947 milioni di tonnellate di acciaio italiano, il 10,2% in meno rispetto allo stesso trimestre 2014 e addirittura il 20% in meno se si guarda al 2012. Per svoltare è necessario innovare, e agire sull’approvvigionamento di materiali e sull’uso dell’energia rappresentano caratteri strategici.

Da questo punto di vista potrebbe rappresentare una positiva novità per Piombino l’annuncio di Adriano Zambon come nuovo direttore generale scelto da Cevital per Aferpi (ovvero per le Acciaierie e ferriere di Piombino, il nuovo nome del settore siderurgico locale proposto dagli algerini). Zambon viene dal centenario gruppo Beltrame, per il quale ha ricoperto proprio il ruolo di direttore generale da gennaio 2012 a oggi. Una realtà ancora una volta multinazionale, che ha nove stabilimenti suddivisi tra Svizzera, Romania, Francia, Belgio Lussemburgo e anche Italia, proprio in Toscana e per la precisione a San Giovanni Valdarno (Arezzo).

Negli anni sotto la guida di Zambon le azioni sotto il profilo ambientale non sono mancate. L’anno scorso il gruppo ha ottenuto – per i soli impianti di Vicenza e Trith SaintLèger – la dichiarazione ambientale di prodotto Epd® (Environmental product declaration), uno schema di certificazione internazionale che analizza l’intero ciclo di vita (Life Cycle Assessment – LCA) di un prodotto. E nello stesso anno ha messo nella teca aziendale il premio ABB Energy Efficiency Award 2014, per i progressi conseguiti in termini di efficienza energetica.

«Gli impianti del gruppo – ha avuto modo di sottolineare l’ad Antonio Beltrame – hanno adottato con molti anni di anticipo le migliori tecnologie impiantistiche e le tecniche operative previste oggi dalle Direttive europee a garanzia della più elevata protezione ambientale», vantando progressi sia sul fronte della riduzione nell’emissione di inquinanti sia su quello della riduzione delle materie prime impiegate nei processi produttivi.

L’industria siderurgica rimane per sua natura una delle più impattanti sull’ambiente (basti pensare al confronto tra le emissioni di un altoforno con quelle dei tanto additati termovalorizzatori), ma la sensibilità e il know-how che Zambon auspicabilmente porterà a Piombino potranno risultare rilevanti per risollevare le sorti dell’ex Lucchini: con costi energetici elevati (che Cevital sta cercando di calmierare, in trattativa con il governo) e aree da bonificare particolarmente estese, la capacità di individuare una strada per lo sviluppo sostenibile risulta oltremodo rilevante per il destino non solo ambientale, ma anche economico del territorio.