Chimica in Toscana: la Regione dà il via libera a un Progetto di rilancio green?

[4 ottobre 2013]

La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore alle Attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini, un Progetto integrato di sviluppo (Pis) del Polo regionale della chimica attraverso il quale intende valorizzare l’intera filiera in relazione al progetto comunitario Reach, e al contempo fornire supporto alle imprese nell’applicazione della direttiva Registration, evaluation, authorisation of chemical.

«L’obiettivo sul quale stiamo lavorando con il Pis –  ha spiegato l’assessore Simoncini – è quello di valorizzare le imprese presenti sul territorio, creando le condizioni per attrarne di nuove, proponendo l’area anche come sito sperimentale per progetti nazionali sulla chimica verde. Con questo progetto  puntiamo in generale a incentivare il consolidamento e il rilancio della chimica regionale attraverso ristrutturazioni produttive, sollecitando l’innovazione, il trasferimento tecnologico e i processi di aggregazione e crescita delle piccole e medie imprese e la creazione di reti fra grandi imprese, pmi e centri di ricerca. L’industria chimica è una componente importante del sistema produttivo toscano e, nonostante la crisi e le inevitabili contrazioni, sia per quanto riguarda il settore gomma e plastica che per il farmaceutico, ha mantenuto elevati valori di fatturato, mentre la produzione ha continuato a crescere trainata dall’export».

L’industria chimica toscana attualmente rappresenta il quarto polo nazionale, e complessivamente occupa circa 20.500 addetti, occupati in circa 1.200 unità locali. Nel complesso, i settori della chimica offrono un valore aggiunto di circa 1,2 miliardi di euro, pari al 7% del settore manifatturiero toscano e all’1% del prodotto interno lordo regionale. La chimica toscana pesa inoltre per il 6% sul valore aggiunto nazionale nel settore.

Il settore principale per numero di addetti è quello della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, che occupa circa 8.200 addetti (40% degli addetti), seguito da quello della fabbricazione di prodotti chimici (6.400 addetti, 31% del totale) e dalla chimica farmaceutica (29%, circa 5.900 addetti). Al centro del progetto di ulteriore rilancio – che è stato presentato oggi alle imprese del settore, alle organizzazioni sindacali e a tutti i soggetti coinvolti – il rafforzamento del polo chimico di Rosignano, in provincia di Livorno, che costituisce una delle iniziative qualificanti del Piano regionale di sviluppo 2011-2015.

A Rosignano, nell’ambito delle politiche di definizione del sistema del trasferimento tecnologico, la Regione propone, tramite la rete di laboratori di ricerca pubblico-privati, la creazione di un parco tecnologico produttivo per la chimica verde e le energie rinnovabili che potrebbe essere promosso in collaborazione con il comune di Rosignano Marittimo, la provincia di Livorno e in accordo con la società Solvay. Ma un’altra occasione che sarebbe grandemente importante riuscire a cogliere, e che auspichiamo venga attentamente valutata per un’ulteriore valorizzazione economica ma anche ambientale del settore che – dicono i numeri – occupa il gradino più alto della chimica toscana, passa da una maggiore sinergia tra le manifatture che si occupano della produzione di gomma e plastiche con quelle che tali materiali riciclano, promuovendo e incentivando l’affermarsi di una virtuosa filiera industriale sul territorio.

Per quanto riguarda le risorse economiche, come tutti i progetti integrati, anche quello per la chimica mette insieme gli strumenti ordinari a sostegno dello sviluppo economico presenti nella programmazione regionale (Fesr e Fse 2007-14). Le risorse già erogate sono complessivamente pari a oltre 25 milioni, cui si aggiungono oltre 43 milioni di finanziamento delle iniziative di ingegneria finanziaria e che hanno attivato investimenti per oltre il doppio.