Greenpeace: «Sia utilizzato per promuovere la sostenibilità ambientale su scala globale»

Cielo blu sopra Pechino: la Cina incanta il mondo con la nuova Via della seta

Da quattro ministri un documento congiunto per far sì che il faraonico progetto infrastrutturale sia anche “verde”

[15 maggio 2017]

Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, la Cina rappresenta oggi il prototipo del Paese in mezzo al guado. A fronte del disimpegno degli Stati Uniti guidati da Donald Trump e dello sconsolante immobilismo europeo, la Cina può mostrare un crescente impegno nel ripulire la più inquinante economia del mondo, la propria. Il consumo di carbone nel Celeste impero è in calo da tre anni, mentre va confermandosi una crescente leadership nel campo delle energie pulite: nel 2016 la Cina ha installato tanti pannelli fotovoltaici da poter idealmente coprire la superficie di tre campi da calcio ad ogni ora del giorno. Al contempo, però, nessun altro continua a finanziare la costruzione di nuove centrali a carbone come il gigante asiatico. Un Paese in mezzo al guado della sostenibilità appunto, che ancora deve scegliere su quale sponda approdare.

Una scelta cruciale per il futuro di tutto il mondo, e per la quale non saranno indifferenti le modalità che porteranno alla luce la nuova Via della seta, il mastodontico progetto lanciato dal presidente cinese Xi Jinping con lo scopo di ridisegnare gli equilibri geopolitici e commerciali di un mondo con la Cina al centro. «Felicità, pace e armonia, questo vogliamo costruire sulla nuova Via della Seta», ha spiegato Xi ai 28 capi di Stato e di governo (compreso il premier Gentiloni, nella foto) che stanno partecipando in queste ore al “Belt and road forum for international cooperation”.

Spiegando la natura della nuova Via della seta, presentata per la prima volta nel 2013, Xi ha parlato del «progetto del secolo». Difficile in effetti immaginare un progetto infrastrutturale più ambizioso: nuove strade, ferrovie e corridoi marittimi – con i porti di Trieste, Venezia e Genova più che interessati – collegheranno Cina, sud-est asiatico, Asia centrale, Russia ed Europa (facendo tappa in Africa) con un’intensità mai vista in passato. Per alimentare il proprio sogno, la Cina di Xi prevede l’accumularsi di investimenti internazionali pari a 900 miliardi di dollari, con Credit Suisse che ne stima 502 in 62 Paesi entro il 2021. Da parte sua la Cina ha annunciato ieri un aumento pari a 14,5 miliardi di dollari al Fondo per la Via della seta.

Se la nuova Via della seta sarà realmente completata, è evidente che gli attuali equilibri tra le potenze mondiali ne verranno modificati. C’è da chiedersi però come reagirà a tali sollecitazioni anche l’ecosistema globale, che dovrà sopportare un robusto incremento nei traffici commerciali: tra il 2014 e il 2016 gli scambi commerciali tra la Cina e gli altri Paesi inseriti all’interno della Via della seta hanno già superato i tre trilioni (3.000.000.000.000) di dollari.

«Il progetto – commenta al proposito Yixiu Wu, voce di Greenpeace in Cina – dovrebbe essere utilizzato per promuovere le energie rinnovabili e la sostenibilità ambientale su scala globale», un approccio che ha già i suoi sostenitori tra i vertici cinesi. Il ministero della Protezione ambientale cinese, insieme a quelli degli Esteri, del Commercio e alla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma hanno appena presentato il documento congiunto Guidance to promote the construction of a green belt and road, con l’intento dichiarato di rendere “verde” la nuova Via della seta.

Un compito assai arduo: per avere una qualche possibilità di essere centrato sarà indispensabile non solo l’impegno della Cina, ma anche quello di tutti altri Paesi connessi dalla Via, Italia compresa. Gli auspici sono promettenti. Come tiene a sottolineare con un ampio servizio fotografico uno dei più diffusi quotidiani cinesi nel mondo, il China daily, «un cielo blu, sereno», ha accolto l’apertura del “Belt and road forum for international cooperation” e l’arrivo dei leader internazionali a Pechino. Dimenticando però di sottolineare che la capitale del Celeste impero ha imposto ai suoi abitanti misure restrittive sugli spostamenti privati, in modo da incrementare la sicurezza e limitare al massimo lo smog. Non c’è spot migliore di un cielo blu, per una Via della seta verde.