Da Pechino a greenreport Andrea De Guttry, direttore al Sant’Anna del laboratorio di ricerca internazionale “Conflict, Development and Global Politics”

Cina, dalla dittatura alla partecipazione? La democrazia per essere sostenibile deve correre

La prima città del Celeste impero chiede aiuto a un italiano per gestire i conflitti sociali: lo abbiamo intervistato

[18 luglio 2014]

In Cina la crescita del Pil viaggia a percentuali impensabili in Italia, ma è accompagnata dall’altrettanto fragorosa escalation di problematiche ambientali e (conseguentemente) sociali. Qual è il suo giudizio sulla loro attuale gestione da parte delle autorità?

«La crescita, in Cina, sia pure in calo rispetto agli anni precedenti, è avvenuta a spese di una serie di valori tradizionali cinesi (ad esempio la convivenza armoniosa) e di alcuni valori universali (quali ad esempio la tutela del’ambiente, la tutela dei diritti minimi dei lavoratori ecc.). In Cina tutto ciò si è tradotto in un numero assai elevato, specie se confrontato con il passato, di conflitti sociali,  in un crescente disequilibrio tra aree urbane e are rurali, nonché nella crescente divaricazione tra la parte più ricca e la parte più povera del paese.

L’esperienza di questi anni dimostra che le autorità cinesi hanno incontrato non poche difficoltà nella gestione di questi fenomeni del tutto nuovi che non possono più essere risolti con mezzi tradizionali. E’ comunque da notare, e apprezzare, la consapevolezza di questa situazione da parte delle autorità cinesi che stanno studiando e proponendo nuove politiche tese a prevenire il disagio sociale e, di conseguenza, i conflitti sociali. I prossimi anni saranno fondamentali per capire se le istituzioni cinesi  sono state in grado di affrontare con uno spirito nuovo le recenti sfide sociali provocate dalla rapida crescita economica».

Crede che la canalizzazione pacifica e costruttiva del dissenso possa trovare uno sbocco all’interno di una società – come quella cinese, ma anche italiana – dove le disuguaglianze economiche sono in deciso aumento?

«La protesta sociale, se manifestata in maniera non distruttiva,  ha in sé degli elementi positivi, come dimostrano le più recenti ricerche di studiosi di tutto il mondo. Per prevenire le forme degenerate di conflitto sociale è pero necessario, e urgente,  che i governi avviino, in Cina come in Italia, una serie di misure concrete volte a favorire il dialogo sociale e l’adozione di misure ad hoc rivolte alla prevenzione delle crisi.

E’  indispensabile affrontare con  coraggio e lungimiranza alcune delle cause del forte disagio sociale: non sarà certo facile, specie in un momento di oggettive restrizioni  finanziarie, ma i Governi devono individuare delle priorità. Le conseguenze, nel medio periodo, potrebbero essere altrimenti imprevedibili e disastrose, sia in Cina sia in Italia».

Alcuni autorevoli ambientalisti mettono in guardia dal fatto che «le attuali procedure decisionali sono insopportabilmente lente», mentre è necessario agire rapidamente per salvare il pianeta e noi stessi. Come crede che la democrazia possa conciliare questi opposti?

«Rendere compatibili i processi decisionali dal basso (democrazia partecipata) con i tempi – necessariamente rapidi – nei quali devono essere prese alcune decisioni, è la grande sfida che sta davanti al mondo occidentale e non solo. Non è un caso che i cinesi siano molto interessati alle esperienze, anche legislative, di alcune regioni italiane, e in primis della Regione Toscana, che hanno legiferato sul tema della democrazia partecipata. In queste legislazioni già si trova una possibile conciliazione tra interessi contrapposti: tempi decisionali certi ed entro termini concordati in anticipo in cambio di un coinvolgimento di tutti gli interessati, siano persone fisiche, organizzazioni o quant’altro, nella informazione e nella determinazione delle scelte politiche di grande impatto. Si tratta di un primo tentativo di conciliazione che potrebbe essere ulteriormente raffinato ma che già viene incontro all’esigenza dell’Amministrazione di prendere decisioni in tempi sufficientemente rapidi».