Clima Ue, il Pd rilancia la carbon tax e il M5S lo appoggia

[23 ottobre 2014]

Che sia la carbon tax uno dei punti di contatto in Ue tra il Pd e il M5S? Secondo il gruppo al Parlamento europeo del Movimento 5 Stelle, «Stiamo vivendo una crisi climatica, economica ed energetica che nessun paese è riuscito a contrastare in maniera efficace e soprattutto duratura, in un pianeta che noi abbiamo voluto globalizzato».

Gianni Girotto, capogruppo del Movimento 5 Stella in X Commissione del Senato, ha detto che «La lotta ai cambiamenti climatici non è più una questione tra le questioni, ma un problema sostanziale del nostro tempo che deve essere affrontato con urgenza. Ecco perché chiediamo al governo italiano, in forza della Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, a farsi promotore di scelte e obbiettivi ben più radicali e ambiziosi di quelli annunciati dalla Commissione europea. Innanzi a questa verità il Governo assume invece una posizione contraddittoria e per noi imbarazzante. Riconosce cioè l’esistenza e gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici ma senza sollevare le cause che lo alimentano. Anzi getta benzina sul fuoco, ultimo esempio con lo sblocca Italia, per favorire l’utilizzo delle fonti fossili e ostacolare le politiche di adattamento e mitigazione eliminando dal mercato la concorrenza delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica»

Girotto, che è intervenuto ieri per la dichiarazione di voto in aula  dopo le comunicazioni del Presidente del Consiglio Matteo Renzi in vista del Coniglio europeo del  23 e 24 ottobre ha presentato una risoluzione del M5S nella quale vengono chiesti «obbiettivi più radicali di quelli proposti dalla Commissione europea e vincolanti per il contrasto ai cambiamenti climatici: riduzione entro il 2030 delle emissioni di gas serra di almeno il 55% rispetto al 1990); 45% di energia prodotta da fonti rinnovabili e riduzione almeno del 40% di consumo di energia rispetto al 2005».  Per il senatore pentastellato si tratta di «Una proposta rivolta a sostenere la rivoluzione energetica ormai in atto ma che ha bisogno di essere sostenuta da una nuova visione di politica industriale capace di risolvere anche il problema dell’occupazione che può essere decisa oggi in Europa».

Girotto si è rivolto direttamente a Renzi «Lei ha appena detto che abbiamo perso l’occasione di creare una filiera delle rinnovabili, ma si rende conto che proprio il suo Governo sta agevolando un’operazione di depressione di tale filiera? E per quanto riguarda l’efficienza energetica, a parole la state perseguendo, ma nei fatti no, sia per la mancanza di diversi decreti attuativi necessari, ma soprattutto per l’incredibile complessità burocratica e peggio ancora il contrasto e difformità tra più norme che regolano tale materia, è ferma, cioè in buona sostanza i progettisti, gli architetti non sanno come comportarsi, non sanno come applicare le norme perché sono tra di loro contrastanti o incomprensibili. Se vuole quindi davvero sostenere i “green jobs” come ha detto qualche giorno fa all’Onu, vanno immediatamente risolte queste incongruenze e poi naturalmente stabilizzato l’ecobonus per i prossimi anni, per dar modo alle aziende e consumatori di fare una programmazione di medio periodo. Presidente, dieci giorni fa la Commissione Europea ha presentato lo studio “Sussidi e costi dell’energia in Europa” in cui per la prima volta si è presentato un quadro completo e unitario dell’intervento pubblico nel settore energetico. Da questo Studio ne emerge un quadro in cui le energie rinnovabili non sono affatto incentivate e supportate dal settore pubblico in maniera superiore rispetto alle energie fossili, anzi per queste ultime va considerato il principale sussidio indiretto consistente nel dover pagare le esternalità negative da esse determinate, vale a dire l’impatto sul clima, l’impoverimento delle risorse, gli effetti sulla salute umana, danni quantificati dallo studio solamente nel 2012 per un ammontare tra i 150 e i 310 miliardi di euro» e poi aggiunge «Mucchetti le ha appena chiesto la carbon tax, appoggiamo questa richiesta». Inoltre «Se vuole davvero sostenere la filiera industriale dobbiamo proporre all’Europa obbiettivi sul clima e l’energia ambiziosi e vincolanti per intraprendere la nuova strada della transizione energetica, della sostenibilità, poiché questo sì postulerebbe la creazione di nuovi posti di lavoro dal momento che rinnovabili e l’efficienza sono molto più labor ­intensive rispetto alle fossili».