Come funziona un impianto geotermico? La videolezione dell’Arpat

Il responsabile del settore Geotermia, Ivano Gartner, spiega il funzionamento di una centrale geotermoelettrica e il lavoro di monitoraggio svolto dall’Agenzia

[21 febbraio 2014]

L’agenzia Regionale per l’Ambiente della Toscana (Arpat) ha realizzato un video in cui il responsabile del settore Geotermia, Ivano Gartner, spiega il funzionamento di una centrale geotermoelettrica e il lavoro di monitoraggio svolto dall’Agenzia su questi impianti. La centrale presa a riferimento  è Sasso 2 nel Comune di Castelnuovo Val di Cecina (PI).

Nel video, Ivano Gartner inizia con l’illustrazione delle diverse fasi di processo che avvengono in un impianto geotermico: il vapore, proveniente dal pozzo di estrazione viene inizialmente separato in due fasi, una liquida che viene reimmessa nel sottosuolo, e una gassosa che viene avviata alla turbina. Qui il vapore mette in moto una turbina che, collegata ad un generatore, converte l’energia meccanica in energia elettrica che viene a sua volta inviata al trasformatore che provvede ad elevarne la tensione in maniera da essere più agevolmente trasportata attraverso le linee elettriche.

In uscita dalla turbina, il vapore, spiega Gartner, viene avviato ad un condensatore che estrae l’acqua dal fluido e la reinvia alle torri di raffreddamento per essere di nuovo usata nel processo.

La parte risultante del fluido, a questo punto, è costituita dai cosiddetti “incondensabili”, ovvero da gas che contengono Idrogeno Solforato e Mercurio. Gli elementi nocivi, vengono estratti tramite  compressori e tramite il sistema di trattamento AMIS (acronimo per Abbattimento Mercurio Idrogeno Solforato).

Il sistema AMIS si compone di due diversi stadi di funzionamento. Nel primo si procede all’abbattimento del Mercurio, mentre nel secondo, attraverso un reattore di ossidazione catalitica, l’Idrogeno Solforato ètrasformato in Anidride Solforosa. A questo stadio il gas viene lavato per togliere l’anidride solforosa dopodiché è avviato alla torre di raffreddamento.

Il trattamento con i due stadi AMIS (che ricordiamo la Regione Toscana ha stabilito essere obbligatori nelle centrali esistenti e di nuova realizzazione) permette di abbattere una percentuale pari al 90-95% degli inquinanti presenti nel gas.

La presenza e la concentrazione di eventuali sostanze inquinanti è monitorata da Arpat che controlla anche le varie fasi del processo, come si vede dalle immagini registrate nel video: dalla velocità del gas in uscita dall’AMIS per stabilire la portata del flusso di massa degli inquinanti presenti nei gas incondensati dopo il trattamento al campionamento in torre di raffreddamento, per la determinazione delle concentrazioni di mercurio e arsenico nelle emissioni

Arpat, nell’ambito di un progetto regionale specifico effettua inoltre il monitoraggio ambientale dell’area geotermica, pubblicando i risultati nella banca dati della Regione Toscana, SIRA.

Anche Enel Green Power -su richiesta della regione Toscana- a partire dal febbraio 2011, pubblica sul proprio sito i dati relativi al monitoraggio dell’Idrogeno Solforato provenienti dalle centraline presenti nell’area dell’Amiata.

Per garantire standard qualitativi sull’acquisizione e sul trattamento dei dati raccolti, Arpat ed Enel Green Power hanno concordato specifiche procedure e modalità operative per il monitoraggio.

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