Occorre definire gli impatti dell’indirect land use change

Commissione energia Ue: necessari obiettivi obbligatori per i biocarburanti avanzati

[20 giugno 2013]

La commissione energia del Parlamento europeo, presieduta dal liberale danese Jens Rohde, ha approvato con 47 voti a favore ed 8 contrari una mozione secondo la quale «L’Ue dovrebbe incoraggiare l’uso di biocarburanti avanzati fissando degli obiettivi obbligatori, ma bisogna trovare un modello affidabile per misurare i cambiamenti indiretti nella degli impatti dei cambiamenti dell’utilizzo dei suoli prima di includerli nella legislazione». Il voto riguardava più in generale la qualità dei carburanti e le energie rinnovabili e questi cambiamenti saranno votati in seduta plenaria dall’europarlamento insieme agli emendamenti proposti dalla Commissione ambiente.

Il relatore, il popolare spagnolo Alejo Vidal-Quadras, ha spiegato che «Dopo lunghe discussioni, siamo pervenuti a conciliare delle posizioni molto differenti per concludere un testo equilibrato che affronta gli indirect land use change (Iluc), proteggendo allo stesso tempo gli investimenti già fatti. Spero che potremo ottenere questa maggioranza in plenaria».

Gli “advanced biofuels” vengono prodotti a partire da rifiuti, alghe ed altre fonti che non sono in concorrenza diretta con le colture alimentari o foraggere. Questo tipo di biocarburanti di nuova generazione permette anche di realizzare forti riduzioni delle emissioni di gas serra con un basso d rischio di indurre indirect land use change. Secondo gli europarlamentari «Una produzione accresciuta di questi biocarburanti avanzati dovrebbe essere incoraggiata, introducendo progressivamente degli obiettivi obbligatori per il loro utilizzo nel settore dei trasporti, rispondendo allo stesso tempo ad alcuni criteri di sostenibilità».

Gli obiettivi minimi proposti sono: 0,5% nel  2016, 2,5% nel 2020 e 4% nel 2025.

Secondo la Commissione energia dell’europarlamento, i biocarburanti classici, prodotti a partire dai cereali o da altre piante ricche di amido, zucchero o da piante oleaginose, nel 2020 non dovrebbero rappresentare più del 6,5% del consumo energetico finale nei trasporti, la Commissione europea propone il 5%.

In una nota i deputati europei evidenziano che «Le emission di gas serra legate agli indirect land use change potrebbero essere considerevoli, dato che la quasi totalità della produzione di e biocarburanti nel 2020 dovrebbe provenire da colture su dei suoli che potrebbero servire i mercati dell’alimentazione umana ed animale». Gli europarlamentari si riferiscono ai risultati della valutazione di impatto della Commissione  che presentano «Delle importanti limitazioni ed incertezze per il calcolo degli Iluc», per questo «La modellizzazione delle  emissioni non dovrebbe figurare a questo stadio».

Gli eurodeputati chiedono alla Commissione Ue di «Sottoporre, prima della fine del 2015, un rapporto sui progressi realizzati in termini di test scientifici per l’utilizzo dei fattori legati agli Iluc  e di presentare, se  necessario, una proposta legislativa che costringa i fornitori di carburante, a partire dal settembre 2016,  a fare dei rapporti regolari sulle stime delle emissioni legate agli Iluc dei loro biocarburanti».

La commissione energia su questo dossier dei biocarburanti  è “associata”, il che significa che le sue proposte saranno messe direttamente messe ai voti in seduta plenaria del Parlamento europeo. La commissione ambiente, competente in materia, si pronuncerà il 10 luglio. Il voto in plenaria, per dare il mandato per l’avvio dei negoziati con il Consiglio europeo dovrebbe avvenire all’inizio dell’autunno.