Commodities, banche in fuga e scandali in arrivo?

[22 aprile 2014]

Avviso a tutti i politici e gli ambientalisti del mondo: è in corso una rivoluzione sulle commodities che è bene cominciare a seguire prima che sia troppo tardi. Ci piacerebbe avere le conoscenze necessarie per decriptare fino in fondo le notizie che arrivano dal mondo finanziario rispetto all’emorragia di banche che abbandonano il business delle materie prime. L’ultima in ordine di tempo ce la segnala come sempre il Sole24Ore di oggi e si chiama Barclays. Tuttavia, siamo in grado di capire che ce n’è abbastanza per come minimo drizzare le antenne.

Ma che sta succedendo? Spiega il quotidiano di Confindustria che «cadono i profitti, inevitabile epilogo di una prolungata, incontenibile speculazione e le banche abbandonano le commodities». Non è di per sé una novità, in quanto come dicevamo il trend va avanti da un po’, ma poi si afferma: «A determinare la decisione di Barclays sono state le stesse considerazioni che muovono verso analoghe decisioni i maggiori gruppi bancari del mondo. La redditività del business è precipitata se è vero che i ricavi dalle commodities nelle dieci maggiori banche del mondo sono caduti dai 14 miliardi del 2008 a meno di 5 nel 2013». «Una contrazione – si legge ancora – da declinare con la stretta dei regolatori» che potrebbe anche essere una buona notizia se è vero, come noi sosteniamo, che le materie prime – almeno quelle alimentare – non dovrebbe assolutamente essere quotate, tuttavia però si aggiunge anche che la causa sono «probabilmente» i timori «che sul settore stia per precipitare il ciclone di un nuovo scandalo».

E vai! Si parla di oro, ma non solo. La Fed infatti «sta valutando possibili azioni dopo le voci di aggiustamenti non completamente leciti negli scambi di elettricità e alluminio». Come si vede, insomma, il problema, almeno per noi, non è che le banche si sfilano, ma quello che lasceranno sul campo. Quando parliamo di materie prime, parliamo della cosa più importante che abbiamo al mondo. Parliamo di cibo; di prodotti energetici; di terre rare; tutto quanto insomma serve per vivere e per la produzione. Il carburante dell’umanità che sono beni comuni, per di più scarsi. Sarà un problema o no se le maggiori banche del pianeta se ne stanno allontanando per i suddetti problemi?