Ad Arezzo sul tetto che (non) scotta, per un'edilizia più sostenibile

Con i tetti freddi si migliorerà la qualità della vita in città e si risparmierà energia

[26 giugno 2013]

Un tetto  freddo per migliorare la qualità della vita all’interno delle abitazioni ed in città e per risparmiare l’energia della rifregirazione: il progetto si chiama MAIN (MAteriaux INtelligents) ed il comune di Arezzo ne sarà protagonista con la scuola Europea dei Mestieri e con altre città di Italia, Spagna, Francia e Grecia.

Attualmente nell’Europa meridionale e centrale i rivestimenti delle superfici edili sono spesso caratterizzati da una limitata capacità di riflettere l’irradiazione solare e questo determina il surriscaldamento estivo degli edifici e delle aree urbane nel loro complesso. Il problema, come si intuisce di carattere economico, ambientale e sociale può essere affrontato adottando materiali edili “intelligenti”, dotati di finiture superficiali di tipo “cool roof” e “cool color”.

A Modena, presso il Dipartimento d’ingegneria Enzo Ferrari dell’Università, dove si è tenuto l’incontro di presentazione del progetto, sono state presentate queste nuove tipologie di materiali. Il “cool roof”, è contraddistinto da un valore elevato dell’albedo, cioè della capacità di riflettere l’irradiazione solare incidente, combinato con un elevato valore dell’emissività nell’infrarosso, che consente al tetto di restituire all’atmosfera, mediante irraggiamento termico, la maggior parte della frazione assorbita dell’irradiazione solare.

Un cool roof, come indicato dagli studi dell’Università di Modena, può essere ottenuto applicando alla superficie del tetto uno strato di ricoprimento superficiale esterno con colore molto chiaro, preferibilmente bianco, e con carattere non metallico. Un tipo di copertura con queste proprietà può fornire una soluzione sia al problema del surriscaldamento estivo degli edifici, con i suoi negativi effetti sul benessere termoclimatico, sia al correlato problema dell’isola di calore urbana, l’aumento di temperatura rispetto alle campagne circostanti che in estate caratterizza le aree altamente urbanizzate.

Quanto ai “cool pavements”, pavimentazioni che riflettono una maggior percentuale della radiazione solare e possono essere permeabili, consentono di garantire temperature superficiali inferiori e una minor quota di calore immagazzinato rispetto ad asfalto e calcestruzzo (i materiali tipicamente utilizzati).

Alla presentazione dell’Università di Modena hanno assistito gli assessori del comune di Arezzo Stefania Magi e Paolo Fulini. «Nelle prossime settimane perfezioneremo i dettagli operativi del progetto. Riteniamo importante percorrere ogni strada che ci porti all’utilizzazione di finanziamenti europei destinati a migliorare la qualità ambientale e quindi la qualità della vita dei cittadini. Pensiamo anche ad iniziative che determinino un uso più corretto dell’energia. Ad esempio la riduzione dell’uso di aria condizionata con maggior benessere e minor consumo, quindi minore emissione gas ad effetto serra verso l’obiettivo europeo di riduzione del 20% entro il 2020».

Il progetto MAIN è finanziato dal Programma Med dell’Unione Europea ed è destinato a favorire la diffusione dei materiali “cool” attraverso la costituzione di “isole territoriali” collocate in diverse regioni di paesi europei, nelle quali legislatori, progettisti, costruttori, artigiani e produttori concorrono alla formazione della conoscenza, alla sua dimostrazione in opera e al potenziamento dell’apparato normativo. Quindi la riqualificazione degli edifici pubblici e privati ai fini del risparmio energetico e più in generale della qualità ambientale, può essere un volano per rilanciare nella direzione della sostenibilità il settore edilizio.