Il Consiglio regionale della Toscana spinge sugli acquisti verdi

Approvate due mozioni per incrementare il Gpp, incentivando anche l'utilizzo di materiali riciclati e inerti nel settore edilizio

[24 novembre 2016]

gpp acquisti verdi

Quella toscana è una Regione che ha fatto molto più di altre per favorire l’applicazione del Gpp, la normativa che incanala – o prova a farlo – gli acquisti di beni e servizi da parte delle amministrazioni pubbliche utilizzando criteri di sostenibilità. È stata anche l’unica che ha concretamente incentivato il mercato delle plastiche riciclate, anche nelle loro frazioni critiche, con una fase però arrivata a chiusura.

Come però testimonia anche l’ultimo rapporto Istat che si sofferma l’andamento del Gpp in Italia, non è il caso di abbassare la guardia, ma anzi è bene rilanciare. Una sfida che è stata in parte accolta dal Consiglio regionale toscano, che ieri ha approvato una mozione presentata dal Movimento 5 stelle per «provare a incoraggiare la Giunta a implementare il sistema di Green public procurement», nelle parole del consigliere Andrea Quartini, promuovendo azioni volte a incrementare la domanda di ‘acquisti verdi’ regionali di almeno il 15 per cento e predisponendo al contempo un piano di incremento dell’utilizzo della ‘Green public procurement’, sensibilizzando anche l’azione degli enti locali in questa direzione.

La mozione riconosce anche che «la stessa Regione Toscana ha avviato un percorso abbastanza virtuoso – ha aggiunto Quartini – con un milione e 693mila euro di acquisti verdi da parte degli uffici regionali nel 2015», ma è necessario fare di più.

Una direzione verso la quale si muove anche la mozione, anch’essa approvata ieri, presentata dalla consigliera Pd Elisabetta Meucci, che – in coerenza con gli obiettivi contenuti nel Prs 2016-2020 (Piano regionale di sviluppo) – punta a dare piena attuazione alle disposizioni vigenti per quanto riguarda gli appalti pubblici nel settore edilizio prevedendo nuove misure per incentivare l’utilizzo di prodotti e materiali aggregati riciclati ed il recupero di materiali inerti, valutando anche l’inserimento di specifiche clausole nei bandi regionali.

L. A.