Consumi giù, rinnovabili su: come cambia il Paese nel Bilancio energetico nazionale

[7 gennaio 2014]

Il dipartimento per l’Energia del ministero per lo Sviluppo economico ha finalmente pubblicato sul proprio sito la versione definitiva del Bilancio energetico nazionale 2012, la pubblicazione che raccoglie annualmente i dati relativi al settore energetico nazionale, sulla quale si basano molti studi del settore energetico. I dati in esso contenuti, aggiornati al 31 dicembre del 2012, evidenziano i profondi mutamenti che attraversano l’Italia dal punto di vista energetico.

Il crollo dei consumi

Il primo aspetto macroscopico riguarda la caduta verticale dei consumi: il consumo interno lordo di energia è crollato rispetto al 2011 del 4,3%. Il totale degli impieghi finali di energia (industria, trasporti, civile, agricoltura, usi non energetici e bunkeraggi) è addirittura sceso del 5,2%, passando da quasi 135 milioni di tep (tonnellate equivalenti di petrolio) a quasi 128. Il calo riguarda quasi tutti i settori: l’industria scende da 32,7 a 30,2 milioni di tep (-7,6%), i trasporti da 42,5 a 38,6 (-9,2%), l’agricoltura da 3,0 a 2,8 (-7,9%). Crollano anche gli usi non energetici (vale a dire l’uso di petrolio e gas per la produzione di materie plastiche, concimi e fibre sintetiche) da 6,9 a 6,5 milioni di tep (-6,0%), a testimonianza di una manifattura in difficoltà. Cresce invece, seppur di poco, il settore civile, da 46,5 a 46,9 milioni di tep (+0,9%). 

L’apporto delle Fonti energetiche rinnovabili

L’altro aspetto macroscopico riguarda il sempre maggiore apporto delle energie rinnovabili al bilancio nazionale: nel 2011 erano 24,6 i milioni di tep provenienti da fonti rinnovabili (di cui 22,6 prodotti in Italia e il resto importati), mentre nel 2012 il valore sale a 26,6 (di cui 24,4 prodotti in Italia). L’uso delle fonti rinnovabili è ancora fortemente legato alla generazione di energia elettrica: infatti, dei 26,6 milioni di tep, ben 21,7 sono destinati alla generazione di elettricità “verde”. Le fonti rinnovabili rappresentano inoltre la principale risorsa energetica interna, in quanto generano da sole il 65,1% (24,4 milioni di tep su 37,5) dell’energia prodotta in Italia. 

Le fonti fossili

Muta anche il panorama delle fonti fossili. La principale rimane il petrolio con 62,8 milioni di tep, ma il trend è fortemente negativo: nel 2011 il valore era di 69,2. Seguono poi il gas naturale e il carbone rispettivamente a 61,4 e 16,2 milioni di tep. 

Produzione nazionale e saldo estero

L’Italia è dipinta nel Bilancio energetico come un Paese ancora fortemente legato alle importazioni dall’estero: 168,6 milioni di Tep importati, a fronte di 30,5 esportati, con un saldo negativo di ben 138,1 milioni. Ma il gap si va riducendo, proprio grazie al calo dei consumi e al maggior apporto della produzione interna da fonti energetiche rinnovabili: nel 2011 il saldo negativo era di ben 148,1 milioni di tep.