Cosa sappiamo dei rapporti tra geotermia e società? La ricerca italiana offre la risposta

La prestigiosa casa editrice Springer dà alle stampe il volume Geothermal Energy and Society, frutto del lavoro congiunto di tre ricercatrici: Adele Manzella, Agnes Allansdottir e Anna Pellizzone

[17 agosto 2018]

L’impiego della geotermia come fonte per la produzione di energia elettrica o termica (sia per le esigenze di riscaldamento che per quelle raffrescamento) mostra numerosi vantaggi dal punto della sostenibilità ambientale, sociale ed economica: questa fonte rinnovabile possiede, ad esempio, la preziosa caratteristica della continuità di produzione, che la rende indipendente dal variare delle condizioni meteorologiche; guardando all’intero ciclo di produzione, la geotermia risulta, inoltre avere un’intensità di carbonio migliore anche rispetto al più noto fotovoltaico – il che la rende un utile strumento contro l’avanzata dei cambiamenti climatici –, mentre la grande versatilità la rende particolarmente utile per favorire la diversificazione economica (turismoagroalimentare, etc) dei territori che la coltivano responsabilmente.

Ma il rapporto con il territorio è biunivoco: come per ogni altro sviluppo nel settore industriale e in particolare energetico, quello della geotermia è infatti legato profondamente al dialogo sociale. L’accettazione delle tecnologie geotermiche da parte della società e in particolar modo dei territori che vedono la presenza diretta degli impianti svolge un ruolo attivo e potente nell’accelerare – o impedire – lo sviluppo sostenibile di questa fonte rinnovabile: ecco perché un’informazione e comunicazione corrette sul tema sono elementi imprescindibili perché i cittadini possano valutare e la politica decidere.

Visti i presupposti si annuncia dunque di particolare interesse il volume che Springer – uno dei più importanti gruppi editoriali al mondo nell’ambito delle pubblicazioni scientifiche, che dà alle stampe tra le altre la celere rivista Nature – si appresta a pubblicare entro la fine di questo mese: Geothermal Energy and Society.

Si tratta infatti del primo volume dedicato a esplorare i diversi aspetti del rapporto che lega le risorse geotermiche alle comunità locali in cui queste risorse sono presenti e coltivate, sia per la produzione di energia elettrica sia per quella termica, facendo chiarezza su informazioni finora disponibili solo in modo frammentato nella letteratura scientifica. Un lavoro per di più di particolare interesse per il contesto italiano, in quanto – pur affrontando il tema in una prospettiva globale – è frutto del lavoro congiunto di tre autrici che in Italia lavorano quotidianamente: Adele Manzella (primo ricercatore all’Istituto di geoscienze e georisorse del Cnr), Agnes Allansdottir (Università degli Studi di Siena) e Anna Pellizzone (PhD Scholarship all’Igg-Cnr), che al tema hanno dedicato negli anni più lavori di ricerca (ad esempio: https://goo.gl/K1JbhX).

Il volume Geothermal Energy and Society offre l’occasione per fare il punto si quanto sappiamo sul tema: la prima sezione è dedicata a introdurre l’energia geotermica insieme alle relative politiche di settore e agli aspetti sociali, mentre la seconda presenta una selezione di 11 casi studio affrontati con rigore scientifico; un capitolo conclusivo è infine dedicato a fare ordine su quanto appreso.

«Nel corso della mia attività mi sono resa conto di quanto poco si sa di geotermia in generale», ha già avuto modo di osservare Manzella sulle nostre pagine, sottolineando al contempo la necessità di ampliare il rapporto tra ricerca e società per aiutare i cittadini a capire la geotermia, e dunque per relazionarsi in modo informato con questa fonte rinnovabile e i suoi possibili sviluppi sul territorio. Geothermal Energy and Society offre un utile “cassetta degli attrezzi” per impostare un lavoro di questo tipo, di cui si avverte sempre più pressante il bisogno.