Cresce la raccolta differenziata del vetro in Italia, meno il riciclo

Grisan (Coreve): «Vuol dire che la raccolta differenziata è stata fatta peggio. È per questo motivo che continueremo a portare avanti campagne di sensibilizzazione»

[20 luglio 2017]

Coreve, il consorzio senza fini di lucro che ha per scopo il raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul territorio nazionale, ha appena aggiornato i dati sull’immesso al consumo degli imballaggi in vetro, la loro raccolta differenziata una volta divenuti rifiuti, e la perfomance del recupero. Tutti numeri col segno “più”, ma non per questo sempre positivi.

Innanzitutto l’immesso al consumo degli imballaggi in vetro, che nel 2016 a livello nazionale è stato di circa 2.364.052 tonnellate, con un aumento dello 0,9% rispetto al 2015 (2.342.845 tonnellate). Imballaggi usati, divenuti rifiuti e smistati dai cittadini: anche la raccolta differenziata del vetro ha registrato un incremento nell’ultimo anno, +2,1% rispetto al 2015, attestandosi a circa 1.864.000 tonnellate. Gli incrementi più significativi si sono registrati al Sud (+6,5%), e al Centro (+4,2%), mentre al Nord, dove la raccolta è ormai consolidata, il dato è rimasto sostanzialmente stabile.

Che ne è stato fatto dunque dei rifiuti in vetro differenziati? Le tonnellate di vetro riciclate a livello nazionale sono state 1.687.553, con un incremento dell’1,6% rispetto al 2015 mentre il tasso di riciclo – spiegano da Coreve –, ovvero il rapporto tra quanto riciclato e l’immesso al consumo, è cresciuto dal 70,9% del 2015 al 71,4%. Si tratta di dati ben più bassi rispetto all’aumento della raccolta differenziata: come mai?

A spiegarlo è direttamente Franco Grisan, presidente del Coreve: «Il 2016 è stato un anno positivo per la raccolta e il riciclo del vetro nel nostro Paese. Le regioni del Sud stanno migliorando ma le istituzioni e CoReVe dovranno fare ogni sforzo perché il recupero sia maggiore e continuo nei prossimi anni, in vista dell’impegnativo obiettivo di 90% di riciclo fissato dal Parlamento Europeo il 14 marzo. Per questo abbiamo lanciato quest’anno un Piano straordinario d’incentivazione Sud, per spronare tutti gli attori coinvolti nel processo di raccolta a fare network e raggiungere risultati sempre migliori. Stona leggermente, tuttavia, nei risultati ottenuti, il +2,1% della raccolta a fronte del +1,6% del riciclo, perché questo gap dello 0,5% vuol dire che la raccolta differenziata è stata fatta peggio. È per questo motivo che continueremo a portare avanti campagne di sensibilizzazione per promuovere comportamenti virtuosi nel fare la raccolta differenziata del vetro».Un esempio concreto: il sacchetto di plastica/bioplastica/carta viene utilizzato da molti cittadini per trasportare il vetro da conferire nei cassonetti dedicata alla raccolta differenziata, ma impedisce di recuperare correttamente il vetro da riciclare e costituisce un’impurità. Va dunque tolto.

Si tratta di informazioni spesso non note ai più, da cui l’importanza di campagne di comunicazione mirate a sensibilizzare i cittadini. Anche perché i benefici per l’ambiente e la collettività sono importanti: dal riciclo degli imballaggi in vetro, nel 2016 l’Italia ha risparmiato 3.165.000 tonnellate di materie prime (pari ad una collina di dimensione 1,5 volte il Colosseo), ha ridotto l’emissione in atmosfera di 1.953.000 tonnellate di CO2 (pari a quanto assorbito da una foresta di dimensioni pari alla regione Puglia) e risparmiato energia per l’equivalente di circa 332 milioni di metri cubi di gas (pari a circa i consumi di gas della città di Genova).