I dati di Istat e Terna sembrano evidenziare una ripresa dei consumi energetici

Cresce la richiesta di energia in Italia: piccoli segni di ripresa?

A marzo l’incremento più alto da 31 mesi. Fondamentale l’apporto delle rinnovabili

[15 aprile 2015]

La richiesta di energia è una cartina di tornasole importante dell’andamento economico di un paese. L’Italia non fa eccezione, e negli ultimi anni si è assistito a un drastico calo del consumo energetico nazionale. L’ultimo Bilancio energetico nazionale pubblicato dal ministero dello Sviluppo economico (relativo all’anno 2013) aveva messo in luce l’ennesimo calo dei consumi di energia primaria: -1,9% rispetto all’anno precedente e terzo bilancio energetico consecutivo in calo, dopo quello del 2011 e quello del 2012.

Questi dati hanno trovato riscontro anche in altri report, come per esempio quello mensile di Terna, relativo ai consumi elettrici del nostro Paese, che ogni mese ha impietosamente evidenziato il calo drastico della domanda energetica.

Negli ultimi mesi però, si avvertono alcuni segnali in controtendenza. Sempre stando al rapporto mensile di Terna, i dati di febbraio avevano già evidenziato un’inusuale crescita dei consumi elettrici in Italia (+0,7% rispetto allo stesso mese del 2014), imputabile però agli effetti di un inverno più rigido dello scorso anno. Ma è il rapporto di marzo a segnare il vero cambio di tendenza: i consumi elettrici hanno raggiunto 26,5 miliardi di kWh, crescendo dello 1,1% rispetto allo stesso mese del 2014, indipendentemente dagli effetti del calendario e del clima. Si  tratta  dell’incremento  più  alto  della domanda  di  energia  elettrica  da  agosto  2012,  cioè  da  31  mesi.

Questa inversione di tendenza, se confermata nei prossimi mesi, potrebbe essere indicativa di una ripresa delle attività delle imprese italiane.

Anche i dati Istat recentemente pubblicati sulla produzione industriale parlano di un settore energetico che a febbraio ha registrato una crescita del +3,5%. Indicativa è anche la crescita del settore della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati: +12,2%. A proposito di fonti fossili: anche il Rapporto mensile di Terna ha evidenziato un aumento del termoelettrico (+11,4%) nel mix produttivo nazionale.

Ma un ruolo fondamentale, è inutile dirlo, lo stanno giocando le fonti energetiche rinnovabili, che crescono in totale controtendenza rispetto alla diminuzione dei consumi.

A proposito di energie rinnovabili, Assorinnovabili ha elaborato un documento composto da 10 obiettivi e 33 azioni per lo sviluppo delle rinnovabili elettriche, che è stato inviato al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e ai Ministri impegnati nella formulazione del Green Act. Per il presidente di Assorinnovabili Agostino Re Rebaudengo, infatti «Il Green Act è l’occasione che non possiamo permetterci di perdere. Oggi più che mai dobbiamo contribuire a costruire un futuro più sostenibile e più efficiente che porti occupazione, ricchezza e benessere. Le rinnovabili possono già offrire tutto questo. Il nostro documento indica la direzione da percorrere per superare gli ostacoli che ancora ne frenano la crescita».