Cresce l’economia circolare del vetro, ma peggiora la qualità della raccolta differenziata

Grisan (Coreve): «L’aumento delle quantità è stata accompagnato da una maggior presenza di materiale improprio. Una maggior attenzione da parte del cittadino potrebbe evitare tutto ciò»

[26 giugno 2018]

Il 2017 è stato un buon anno per l’economia circolare del vetro: secondo i dati appena diffusi da Coreve – ovvero il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul territorio nazionale – a fronte di un immesso al consumo di imballaggi in vetro cresciuto dell’1,9% (attestandosi a 2.430.040 tonnellate), la raccolta differenziata del vetro è cresciuta dell’8,3%, (arrivando a circa 2.019.000 tonnellate) e il riciclo di imballaggi in vetro è cresciuto del 4,8% (per un totale di 1.769.224 tonnellate). A fine anno dunque il tasso di riciclo, cioè il rapporto tra quanto riciclato e l’immesso al consumo, è cresciuto dal 70,8% del 2016 al 72,8%.

«È stato un anno straordinario – commenta Franco Grisan, presidente del Coreve –  L’eccezionale aumento dell’8,3% della raccolta degli imballaggi in vetro, che ha permesso di superare i 2 milioni di tonnellate, è dovuto ad aumenti rilevanti in tutte le macro-aree, conseguenti a elevati consumi di bevande durante l’estate molto calda e ad un aumento della presenza turistica fuori dal comune. A ciò si è aggiunto l’incremento strutturale della raccolta nelle regioni in ritardo del Sud. Infatti il meridione sta riuscendo, anche grazie al lavoro svolto dal consorzio con le amministrazioni locali, a recuperare velocemente la distanza con le altre Regioni».

Per quanto riguarda le quantità raccolte, a registrare la performance migliore in termini di crescita, come già successo nel 2016, è stato infatti il Sud con un incremento a due cifre (+13,8%), seguito dal Centro (+8,9%), mentre al Nord, dove la raccolta è ormai consolidata, si è registrato comunque un buon +5,9%. Nelle Regioni del Mezzogiorno, dove i margini di crescita erano più ampi rispetto al resto del Paese, si va dagli ottimi risultati registrati in Sicilia (+57%), Basilicata (+28,9%), Calabria (+27,6%), Molise (+17,2%) e Puglia (+12,8%), ai miglioramenti più contenuti, ma comunque notevoli, di Abruzzo (+7,8%) e Campania (+4,9%). Nel resto del Paese, Marche (+13,7%), Lazio (+12,2%) e Friuli-Venezia-Giulia (+9,1%) hanno registrato le performance migliori in termini di crescita.

Dati che cambiano molto osservando il dato consolidato invece che il trend di crescita nell’ultimo anno. Per quanto riguarda la resa pro capite della differenziata del vetro, nel 2017 questa si è attestata a 33,3 kg per abitante a livello nazionale, in aumento rispetto ai 30,7 kg/ab del 2016. Il Nord si è confermato al primo posto con 41,7 kg/ab, con una lieve differenza tra Nord Est (42,6 kg/ab) e Nord Ovest (41,2 kg/ab), seguito dal Centro con 30,1 kg/ab. Al Sud invece il valore medio di 24 kg/ab è frutto dei risultati superiori registrati in quasi tutte le Regioni, soprattutto Sardegna (42 kg/ab), Abruzzo (32,5 kg/ab) e Campania (27,5 kg/ab), che hanno compensato quello della Sicilia (12,5 kg/ab),in crescita anche quest’anno rispetto al precedente, ma ancora molto al di sotto della media nazionale.

Una volta selezionati e avviati a riciclo, gli imballaggi in vetro post-consumo hanno attivato un’economia circolare dai molti risvolti positivi: Coreve dichiara che la quantità di materie prime risparmiata nel 2017 è stata di circa 3.256.000 tonnellate (pari ad una collina di dimensione 1,6 volte il Colosseo), il risparmio di energia diretto e indiretto è stato di circa 340 milioni di metri cubi di gas (pari all’incirca ai consumi di gas della città di Palermo), mentre attraverso il riciclo del vetro si è ridotta l’emissione in atmosfera di 2.004.000 tonnellate di CO2 (pari a quanto assorbito da una foresta di dimensioni superiori alla regione Puglia).

Buoni risultati dunque, ma non è tutto rosa e fiori. «Un punto dolente – sottolinea al proposito Grisan – è la qualità della raccolta. Infatti, l’aumento delle quantità è stata accompagnato da una maggior presenza di materiale improprio conferito insieme al vetro. Ciò è stato deleterio in quanto non solo ha rallentato gli impianti di recupero e riciclo del materiale ma ha anche aumentato gli scarti, parte dei quali sono perdite improprie di vetro. Infatti, negli impianti di selezione sono espulsi i frammenti di ceramica, cristallo, pyrex e altri oggetti, molti dei quali imballaggi, ma anche, inevitabilmente, i frammenti di vetro loro contigui. Tutto questo materiale, parte del quale potrebbe essere benissimo riciclato, va in discarica, opzione spiacevole e tendenzialmente sempre meno disponibile. Una maggior attenzione da parte del cittadino potrebbe evitare tutto ciò».