Crisi di Piombino: il ministro Zanonato annuncia lo slittamento della chiusura dell’altoforno

[6 agosto 2013]

Piombino com’è noto sta vivendo una situazione drammatica del polo siderurgico che coinvolge la città e l’intero territorio. Oggi il ministro allo Sviluppo Economico Flavio Zanonato è arrivato nella cittadina livornese, per prendere atto della situazione ma soprattutto per la firma del Protocollo d’Intesa per l’Infrastrutturazione e la riqualificazione ambientale dell’area portuale e industriale.

Il Ministro ha dato subito una notizia, che nel breve periodo rappresenta una boccata d’ossigeno per i lavoratori: lo slittamento della chiusura dell’altoforno a dicembre e il collegamento della produzione alle esigenze dell’Ilva di Taranto, che proprio in quel periodo chiuderà il suo altoforno per le attività di bonifica.

«I primi segni di ripresa della domanda di acciaio – ha affermato Zanonato – ci inducono a sperare in una possibile ripresa per settembre. Da qui l’opportunità di rimandare la fermata  dell’altoforno della Lucchini almeno fino al 31 dicembre 2013 e nella possibilità di creare una sinergia con Taranto con la produzione di bramme».

A dare prospettive di medio periodo è invece intervenuto il protocollo d’intesa che prevede un investimento di 130 milioni di euro sul porto di Piombino e 50 milioni per la realizzazione della 398. Il protocollo apre infatti la strada a due ulteriori percorsi: quello legato alla firma dell’Accordo di Programma Quadro per la realizzazione del prolungamento della 398 all’ampliamento del porto e delle bonifiche, che sarà firmato nelle prossime settimane, e quello relativo all’art. 27  che si occupa più specificatamente della riqualificazione dell’area industriale.

«Si interviene su vari fronti rispondendo quindi a tre obiettivi fondamentali – ha spiegato il sindaco di Piombino Gianni Anselmi – il primo è quello di far fronte alle emergenze industriali, il secondo è quello di costruire le infrastrutture per dare competitività strutturale al territorio, il terzo è un percorso di bonifica, di reindustrializzazione e di riqualificazione previsto per le aree di crisi industriale complessa, in cui Piombino è stata inserita insieme a Trieste e a Taranto».

In merito al protocollo firmato dai ministri all’Ambiente, allo Sviluppo Economico, all’Economia e Finanze, alle Infrastrutture e Trasporti, da Regione Toscana, Provincia di Livorno, Comune di Piombino, Autorità Portuale di Piombino, il ministro Zanonato ha chiosato: «L’8 agosto, il protocollo verrà approvato dal Cipe e questo consentirà la firma del successivo Accordo di Programma con la liberazione delle risorse previste».

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha voluto sottolineare l’importanza dello slittamento della chiusura dell’altoforno: «Sono solo tre mesi ma sono tre mesi che consentiranno di fare tutte le valutazioni. Nel frattempo il nostro obiettivo à di rendere l’area competitiva. Alla vocazione industriale non intendiamo rinunciare. Dobbiamo ampliare il porto, poter costruire una filiera corta per la rottamazione e l’uso del ferro rottamato nella siderurgia con il possibile arrivo della Costa Concordia a Piombino».

Ma al di la della Concordia, durante l’incontro si è parlato della necessità di un’operazione strutturale per predisporre un porto in grado di accogliere grandi navi in modo da  diversificare l’attività produttiva dell’area industriale.

Sull’incontro di questa mattina si sono espressi favorevolmente anche i deputati del Partito democratico Silvia Velo e Andrea Manciulli, che affermano: «La firma dell’accordo di programma rappresenta un fatto di grande rilevanza perché consentirà lo sviluppo del porto e l’ammodernamento infrastrutturale dell’area, pensato principalmente ai fini della competitività industriale, ma che siamo fiduciosi servirà anche allo smantellamento della Concordia nelle migliori condizioni ambientali».

«Ora – concludono – occorre sviluppare le opportunità aperte dal decreto emergenze in cui Piombino è stata individuata come area di crisi industriale complessa e impegnarci per nuove prospettive di sviluppo, cosi come affermato dallo stesso Zanonato».