Al via la rassegna MilanopiùVerde

Da Milano parte un’alleanza per rendere le nostre città più belle e vivibili, col verde urbano

Realacci: «La vegetazione urbana e peri-urbana può abbattere fino al 3% della CO2 emessa dal traffico e può rimuovere dall’atmosfera ogni anno fino a 161 kg/ha di PM10»

[6 settembre 2018]

Numeri alla mano, il verde urbano non rende solo più belle le nostre città, ma ha anche tutte le potenzialità per trasformarle in luoghi più vivibili, salutari, sicuri, creando dunque (anche) ritorni economici positivi. La presentazione di MilanopiùVerde, ieri a Palazzo Marino, è stata un’occasione preziosa per fare il punto della situazione, all’interno di una più ampia rassegna diffusa dedicata a parchi e giardini promossa da Assofloro Lombardia insieme a Coldiretti Lombardia, con il Patrocinio del Comune di Milano e di Fondazione Symbola.

«Con MilanopiùVerde – spiega il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci – parte da Milano un’alleanza tra cittadini, istituzioni, imprese, per combattere il climate change e rendere le nostre città più belle e vivibili. Secondo uno studio del Cnr la vegetazione urbana e peri-urbana può abbattere fino al 3% della CO2 emessa dal traffico e può rimuovere dall’atmosfera ogni anno fino a 161 kg/ha di PM10». Partendo da questi dati di fatto l’obiettivo di MilanopiùVerde è proprio quello di «valorizzare l’importanza del verde urbano, possibile – ricorda Nada Forbici, presidente di Assofloro Lombardia –anche grazie all’incentivo fiscale per riqualificare e migliorare il verde privato», ovvero il “bonus verde” introdotto nella legge di Bilancio approvata lo scorso anno.

Per mostrare concretamente i benefici del verde urbano la rassegna MilanopiùVerde prevede diversi appuntamenti che interesseranno cittadini, professionisti ed aziende: sono previsti workshop di formazione per amministratori di condominio ed imprese edili, un concorso, visite guidate in parchi e giardini pubblici e privati e alcuni convegni, tutto coinvolgendo direttamente enti ed associazioni della filiera (e non solo). Il primo appuntamento in calendario è una conferenza che si svolgerà il 28 settembre nell’ambito di Milano Green Week, con la conferenza ItaliapiùVerde. Il ruolo delle aree verdi private per la rigenerazione e lo sviluppo sostenibile delle città. Esempi concreti e buone pratiche; particolarmente atteso è anche il convegno in calendario il 15 ottobre, il primo in Italia sull’importanza delle aree verdi per ridurre i fenomeni criminali all’interno delle città: un tema attualmente molto sensibile nell’opinione pubblica nazionale, sebbene in realtà tutti gli indicatori disponibili mostrino come i reati siano in picchiata (dal 2008 gli omicidi sono calati del 43,9%, le rapine del 37,6%, i furti del 13,9%); in questa dinamica le grandi città risultano però penalizzate, Milano in testa.

Puntare sul verde urbano offrirebbe una soluzione intelligente ed ecologica alle preoccupazioni dei cittadini, offrendo al contempo occasioni di lavoro nel settore: «Per una corretta gestione di alberi e giardini ci si deve affidare ai professionisti del settore e non ai giardinieri fai da te», dichiara al proposito Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia, ricordando che con l’Accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni il 22 febbraio 2018 è stata finalmente riconosciuta giuridicamente a livello nazionale la figura di chi si occupa e mantiene il verde per professione. Per fare il giardiniere ora è dunque necessaria una preparazione riconosciuta legalmente.

Ma oltre alla regolamentazione del settore, naturalmente, è importante l’applicazione pratica dei principi professati. «A Milano – evidenzia al proposito l’assessore all’Urbanistica, verde e agricoltura del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran – stanno nascendo nuove aree verdi, tra gli obiettivi per il 2030 abbiamo la realizzazione di almeno 20 nuovi parchi di oltre 10mila mq, la realizzazione del Grande parco metropolitano attraverso la connessione ecologica tra Parco nord e Parco agricolo sud, la piantumazione di 3 milioni di alberi su tutta la città metropolitana, la riduzione del consumo di suolo del 4%, l’ampliamento delle aree agricole, l’efficientamento energetico dal punto di vista edilizio». Senza dimenticare il contributo del verde urbano nella riduzione dell’inquinamento atmosferico ricordato da Realacci, che a Milano assume sempre più spesso le dimensioni di una “cronica emergenza”.