Da Shangai a Radicondoli: la nuova Via della seta passa dalle aree geotermiche toscane

I vertici del colosso energetico Shangai Electric (con Tv statale al seguito) in visita al SestaLab di CoSviG, un’eccellenza di livello globale nel settore

[11 settembre 2018]

Per il presidente Xi Jinping, che l’ha presentata per la prima volta al mondo nel 2013, la nuova Via della seta è «il progetto del secolo». Numeri alla mano, è difficile dargli torto: nella Belt and road initiative la Cina è pronta a mobilitare circa mille miliardi di dollari, destinati a ridisegnare i commerci del nuovo millennio così come l’antica Via della seta tracciava quelli dei secoli passati. Nuove strade, ferrovie e corridoi marittimi collegheranno Cina, sud-est asiatico, Asia centrale, Russia, Africa e infine Europa, in un’enorme trama dove l’Italia deve ancora definire pienamente il proprio ruolo, forte però del suo tradizionale ruolo di porta tra Oriente e Occidente, tramite il Mediterraneo.

È in questo contesto di grande fermento internazionale che una nutrita delegazione del colosso energetico Shangai Electric – accompagnata da operatori della rete tv statale Shangai TV – farà visita alle aree geotermiche toscane il 17 e 18 settembre; i responsabili della multinazionale, che vanta una lunghissima tradizione nel settore elettrico – se ne data la nascita nel 1880 –, saranno in Toscana nell’ambito di un viaggio promosso dal Governo locale di Shangai, che desidera intensificare la collaborazione tra Cina e Italia nel solco della nuova Via della seta.

Meta della tappa sarà SestaLab, ramo d’azienda di CoSviG (il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche) attivo nella campagna senese di Radicondoli, ormai strategico nello sviluppo e nella ricerca nell’ambito delle  turbine per il mercato aeronautico, spaziale, di volo supersonico, navale, petrolifero e per la produzione di energia elettrica.

Il compito principale di un laboratorio come SestaLab è quello di  testare i combustori delle turbine in maniera da replicare, in un ambiente controllato, ciò che il sistema di combustione potrebbe incontrare in normale operatività nei vari scenari di funzionamento, e ottenere, quindi, una serie di report sulle performance – anche in termini di emissioni oltre che di resa energetica – utilissimi per la ricerca e la posa in opera; un obiettivo che porta dunque con sé la riduzione dei consumi, l’aumento dell’efficienza e della flessibilità di utilizzo nonché l’abbattimento degli inquinanti negli elementi sottoposti a test.

Si tratta di un’eccellenza quasi unica a livello globale – si possono contare solo altre due-tre realtà analoghe al mondo – che hanno portato il laboratorio posto nel cuore delle aree geotermiche toscane a lavorare per i maggiori competitor del settore a livello mondiale. Collaborazioni che, a partire dall’Italia (come nel caso di Bhge, ex Nuovo Pignone; Ansaldo Energia; AvioAero, ex Fiat Avio) vanno dagli Stati Uniti alla Corea del Sud, passando per l’Iran e appunto la Cina. Un rapporto che si rinsalda adesso all’interno del “progetto del secolo”.