Da Spirito libero «sostegno» a Rimateria ma critiche su import di rifiuti e governance

L’azienda: «Il magement di Rimateria non ha titolarità né volontà di entrare nel dibattito politico, ma attua scrupolosamente e secondo le norme le indicazioni gestionali decise dai soci Asiu»

[26 ottobre 2018]

Dopo le proposte annunciate un mese fa, il gruppo consiliare di Piombino Spirito libero torna sui temi dell’economia circolare ribadendo da un lato il «sostegno al progetto Rimateria», ma scandendo dall’altro lo slogan «noi i rifiuti da fuori non li vogliamo!». La forza politica osserva infatti come «un dato di fatto che Rimateria – senza le bonifiche della 36 ettari e senza la ripresa della produzione siderurgica – avrebbe giocoforza bisogno di importare rifiuti speciali per evitare il fallimento, ma lo abbiamo fatto unicamente per scongiurare con ogni possibile mezzo questa inquietante eventualità».

Una posizione che porta Spirito libero a «una governance di Rimateria che assolutamente non va: quelle nostre preoccupazioni e paure per le opacità, infatti, non possono di certo venir attenuate dalla notizia della vendita del 30% di azioni a un privato (Navarra spa, ndr) già oggetto di attenzioni da parte della Distrettuale antimafia di Roma e che è accompagnato da consistenti voci di possibili coinvolgimenti in altre situazioni poco chiare».

Riguardo a quest’ultimo punto già nei giorni scorsi Rimateria era già intervenuta direttamente dichiarando che «in non meglio precisati dossier si riporta che l’azienda Navarra spa è coinvolta in un’inchiesta su presunti inquinamenti ambientali. Ci si dimentica però di dire che i magistrati hanno annullato tutti i provvedimenti presi dell’autorità giudiziaria smontandone le accuse in sede di Tribunale del riesame». Per quanto riguarda invece nello specifico le scelte di governance, è ancora l’azienda piombinese che si trova costretta a ricordare come «le gare per ricercare soci privati che acquistassero le due trance del 30% sono state espletate da Rimateria sulla base di un preciso e formale mandato dall’assemblea di Asiu e dopo che i consigli comunali si erano espressi pubblicamente in questo senso nell’estate del 2016. Il bando di gara è del 29 agosto 2016. Rimateria e il suo management erano quindi tenuti a svolgere tale mandato secondo decisioni ribadite più volte in assemblea Asiu dai sindaci di Piombino, Campiglia, Suvereto, San Vincenzo nei mesi scorsi […] Ribadiamo: nessuna vendita è stata effettuata. La scelta spetta all’assemblea dei soci. I tempi – circa due anni – sono stati determinati dalle procedure, indipendentemente dal dibattito che si sviluppa in queste settimane. Attribuire al management di Rimateria la volontà di interferire con dinamiche politiche è palesemente infondato. Così come appare improprio utilizzare l’azienda Rimateria come parafulmine per tensioni e contrasti che hanno origine in altri campi».

Per quanto riguarda invece i timori relativi all’importazione di rifiuti “da fuori” sembrano invece persistere alcune asimmetrie nella lettura politica del fenomeno: si auspica infatti che Rimateria non gestisca in sicurezza altri rifiuti che non siano quelli della Val di Cornia, concentrando le attenzioni sugli scarti che Jsw inevitabilmente produrrà in funzione della ripresa dell’attività siderurgica; attività che si esplicherà però attraverso forni elettrici alimentati a rottame, a tutti gli effetti un rifiuto importato “da fuori”, e nell’ordine delle milioni di tonnellate/anno.

Un ragionamento dunque con evidenti fallacie, anche se nel caso di Spirito libero porta (anche) a una condivisibile battaglia politica per richiedere al Governo i promessi 50 milioni di euro che avrebbero dovuto essere destinati alle bonifiche del Sin di Piombino, e che dall’Accordo di programma firmato nel 2014 a oggi non sono mai arrivati: «Nel documento di settembre – dichiarano al proposito da Spirito libero – auspicavamo che Comune, Comitato e cittadini contrari all’importazione dei rifiuti marciassero insieme affinché il nuovo governo, preso atto che quelli precedenti non vi erano palesemente riusciti, destinasse da subito i famosi 50 milioni dell’Accordo di programma per rimuovere i cumuli già presenti e farli smaltire in Rimateria. Anziché preoccuparsi dei destini e delle prerogative della nostra lista e del vicesindaco che esprimiamo, sarebbe bene per il nostro territorio che il Movimento 5 Stelle abbandonasse la facile propaganda e relativa speculazione politica e si attivasse piuttosto assieme alla Lega, loro alleata di Governo, per dare finalmente a Rimateria quei benedetti soldi per fare le bonifiche ed eliminare così la necessità di far venire rifiuti da fuori: al Ministero che deve destinare quelle risorse per le bonifiche, infatti, oramai non c’è più qualcuno contro cui inveire e lanciare strali, ci sono loro!».