I primi 25 immediatamente disponibili, l'altra metà nell'esercizio finanziario 2018

Piombino, dal governo 50 milioni di euro per il primo lotto della 398

Ma i passaggi burocratici previsti dal nuovo Codice Appalti prevedono una trafila lunga 1 anno. Per l’opera si utilizzeranno stavolta materiali riciclati?

[12 settembre 2016]

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Venticinque milioni di euro inseriti all’interno del piano pluriennale Mit/Anas 2016-2020, immediatamente disponibili, e altrettanti – che arriveranno direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri – nell’esercizio finanziario 2018. Secondo quanto comunicato dal viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini al sindaco di Piombino Massimo Giuliani, ammontano dunque a 50 milioni di euro le risorse individuate dal governo per la realizzazione del primo lotto della 398, la bretella d’accesso al porto di Piombino.

«Si tratta di un grande risultato che è stato reso possibile dalla forte determinazione e sinergia tra vari attori con i quali abbiamo collaborato e che ci sono stati vicini – ha commentato a caldo il sindaco – In primo luogo il vice ministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini che non solo si è preso subito in carico la questione non appena con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi siamo riusciti a sganciare il finanziamento dell’opera dalla Tirrenica», dunque il «presidente Rossi» stesso, il «sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo», il «consigliere regionale Gianni Anselmi» e infine «il commissario dell’Autorità portuale Luciano Guerrieri».

«Con questo primo lotto – ha proseguito il sindaco – potremo dare risposte concrete alle problematiche di accesso alla città che la attanagliano da anni e rendere competitivo il nostro porto». Anche i vicesindaco e assessore allo Sviluppo economico Stefano Ferrini ha posto l’accento sul ruolo della strada per lo sviluppo del porto, sottolineando che la strada di accesso è «una condizione necessaria per renderlo davvero competitivo, oltre che per le problematiche viabilistiche. Con la consegna della nuova banchina per il polo di demolizione, refitting e costruzione navi, con la manifestazione di interesse ufficiale presentata da General Electric e con le previsioni di sviluppo della logistica e dell’agroindustriale di Cevital il porto svolgerà un ruolo fondamentale per la crescita economica del territorio».

Una buona notizia per la Val di Cornia dunque, in attesa che dalla riunione al Mise prevista per oggi pomeriggio arrivino anche sugli ammortizzatori sociali per i 700 lavoratori Lucchini a.s. che dovranno entrare in Aferpi entro il 6 novembre prossimo. Dalla notizia ai fatti – ovvero l’apertura dei cantieri – ci sarà però ancora molto tempo da attendere.

«I lavori non saranno avviati domani stante la nuova normativa – precisa Ferrini – ma senza queste risorse non sarebbero state neppure dopo domani». Come ricorda infatti lo stesso Comune di Piombino, in base al nuovo Codice degli Appalti – entrato in vigore dietro l’input alla “semplificazione” da parte del governo – occorrerà per prima cosa trasformare il progetto definitivo dell’opera, che l’amministrazione comunale ha da tempo consegnato ad Anas, in esecutivo, poi vi sarà il passaggio in conferenza dei servizi per la sua approvazione, quindi si esprimeranno prima il Cipe e infine la Corte dei Conti. «Tutti questi passaggi richiederanno probabilmente circa un anno di tempo», anche se contemporaneamente l’Autorità Portuale, con le risorse derivanti dai ribassi delle aste sui lavori effettuati, realizzerà la bretella di collegamento dal Capezzolo, dove arriverà il primo lotto della 398, sino alle nuove banchine del porto.

Quantomeno, il tempo per definire e realizzare nel migliore – e dunque più sostenibile – dei modi quest’opera infrastrutturale non mancherà. Sotto questo profilo, sarà tutt’altro che indifferente valutare con quali materiali verrà realizzata al 398: sul territorio piombinese sono “disponibili” milioni di tonnellate di materiali riciclabili, utili allo scopo e perfetti sostituti di materiali vergini. Anche in questo caso, dopo numerosi annunci volti a promuovere l’economia circolare, la prova dei fatti attende.