Dal Libano alla Toscana, Mediterraneo Downtown esplora la seconda vita dei rifiuti marini

[23 aprile 2018]

Quello dei rifiuti in mare è un problema grave e globale: si stima che nel mondo ogni anno si producano 280 milioni di tonnellate di plastica e che una parte non trascurabile finisca nelle acque marine, con danni incalcolabili per flora e fauna. Il Mediterraneo è particolarmente esposto al pericolo, visto che si tratta di un mare semichiuso in cui sboccano numerosi fiumi che trasportano anche tanti rifiuti; si pensa che siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica al suo interno e alcuni studi fatti sul mar Tirreno ci dicono che il 95 per cento dei rifiuti galleggianti avvistati, più grandi di venticinque centimetri, siano di plastica, il 41 per cento di questi costituiti da buste e frammenti (fonte toscana notizie).

Questo problema sarà affrontato nel panel dedicato all’economia circolare nel mediterraneo “Ciclo e riciclo. La seconda vita dei rifiuti in mare. Le esperienze mediterranee” (sabato 5 maggio ore 10.00, salone del consiglio comunale) con un focus particolare sulla Toscana e il Libano, da cui arrivano esperienze virtuose di recupero e trasformazione dei rifiuti che inquinano il Mediterraneo.

Dal Libano, la testimonianza di Joslin Kehdy, di Recycle Lebanon, dalla Toscana Leonardo Borsacchi del Polo Universitario Città di Prato e Cristina Fossi dell’Università di Siena, coordinatrice Plastic Busters Network che parleranno in particolare delle esperienze elaborate in ambito accademico sul tema in questione.

Con Vittorio Bugli, assessore alla presidenza della Regione Toscana, in particolare si parlerà del progetto sperimentale denominato “Arcipelago Pulito” al centro di un protocollo d’intesa siglato lo scorso 27 febbraio tra la Regione Toscana, il Ministero dell’ambiente, l’Unicoop Firenze, Legambiente, l’Autorità portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Labromare che è la concessionaria per il porto di Livorno per la pulizia degli specchi acquei portuali, la Direzione marittima della Toscana, l’azienda di raccolta dei rifiuti Revet e la cooperativa Cft.

L’accordo, che riguarda i trecento chilometri quadrati di mare tra Livorno e Grosseto tenta si sanare una “stortura” della legge che costringeva a ributtare in acqua i rifiuti in plastica pescati durante l’attività ittica: la legge infatti li rendeva produttori di rifiuti se li avessero condotti a riva. Da oggi invece avranno l’opportunità di portarli in porto, destinarli al riciclo e così contribuire a liberare l’ambiente marino dalle plastiche. Si comincia proprio in questi mesi con una decina di imbarcazioni di medie, grandi dimensioni.

Durante il panel sarà possibile vedere il video realizzato da Unicoop con i pescatori livornesi che partecipano al progetto. Unicoop Firenze è parte integrante del progetto perché ha deciso di mettere a disposizione del progetto il centesimo che soci e clienti, per legge, dall’inizio dell’anno devono pagare per le buste in mater-b dell’ortofrutta. A moderare il panel sarà Simone Siliani, direttore Fondazione Finanza Etica.