A Pisa la terza Conferenza internazionale sulla gestione dei rifiuti

Dalla scala di Lansink all’economia circolare, la grande corsa verso la sostenibilità

Incentivi fiscali per prodotti riciclati, Iraldo (Sant’Anna): «Non ha senso far pagare l’Iva due volte per intero»

[19 giugno 2015]

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La transizione verso la cosiddetta “economia circolare” è al centro dell’agenda europea per l’efficienza delle risorse, che rientra nella più complessiva strategia verso “Europa 2020” e potrà garantire una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. E proprio per fare il punto sull’economia circolare, in un momento storico d’incertezza in cui la stessa Commissione Ue ha scelto di rivedere il pacchetto di decisioni già prese in merito, ieri e oggi si sono confrontati a Pisa esperti provenienti da tutto il continente, nell’ambito dell’Icwm 2015 – la terza Conferenza internazionale sulla gestione dei rifiuti, organizzata dalla Scuola superiore Sant’Anna in collaborazione con Ecofor e Geofor. Tra gli ospiti della prima giornata anche Ad Lansink, l’uomo che nel 1979, in piena crisi petrolifera e all’indomani della pubblicazione del Club di Roma sui limiti dello sviluppo, s’inventò quasi per caso quella che sarebbe poi diventata la gerarchia europea per la corretta gestione dei rifiuti: la scala di Lansink appunto, che mette al primo posto la prevenzione, quindi il riuso e infine il riciclo. Solo se queste condizioni non sono possibili è conveniente accedere al recupero energetico o, in ultimissima analisi, allo smaltimento in discarica.

Proprio dalla scala di Lansink si sono sviluppati altri concetti fondamentali, come l’ecologia industriale, la responsabilità del produttore, il principio “dalla culla alla culla” e infine, appunto, l’economia circolare.

Questa nuova visione “circolare” si caratterizza per la proposta di un modello economico alternativo, in cui il riutilizzo, la riparazione e il riciclaggio consentono di prolungare la “vita” dei materiali e di aumentare la loro efficienza. Per realizzare un simile obiettivo è necessario investire nei mercati dei materiali riciclati, individuare e sperimentare modelli imprenditoriali innovativi, sviluppare una progettazione ecocompatibile e adottare particolari strategie, come la “simbiosi industriale”, ossia lo “scambio di risorse” tra aziende e imprese attive in settori differenti.

Tra le proposte più volte avanzate spicca quella di intervenire a livello fiscale sui prodotti in materiale riciclato, per incentivarne la produzione, «semplicemente perché – come ha spiegato Fabio Iraldo del Sant’Anna – se un prodotto è fatto con materiale riciclato, quel prodotto l’Iva l’ha già pagata, e non ha senso fargliela pagare due volte per intero».

Tra i relatori anche esperti del Wuppertal Institute e del Ricardo-Aea, che stanno collaborando con la nuova Commissione europea per rivedere la strategia sull’economia circolare, che era stata rinviata nello scorso semestre. Nel pomeriggio di ieri a intervenire sono state due aziende che hanno fatto del riciclo il loro marchio di fabbrica: Marco Codognola di Viscolube ha raccontato il lavoro della sua azienda per prodourre oli lubrificanti rigenerando gli oli usati raccolti in tutta Italia. Emanuele Rappa invece, amministratore delegato di Revet Recycling, ha raccontato la scommessa vinta dalla Toscana riciclando le plastiche miste delle raccolte differenziate che altrove sono invece destinate a recupero energetico. «Nel 2009 il nostro progetto poteva sembrare azzardato – ha esordito Rappa – e adesso le richieste superano la produzione, perché oggi noi siamo la nicchia della nicchia del mercato: sono già pochi quelli che riciclano, ma siamo davvero in pochissimi a riciclare materiali post consumo, quindi non scarti industriali omogenei, ma plastiche eterogenee delle raccolte differenziate. Per questo motivo il modello Revet Recycling è un’eccellenza nazionale ed europea che in tanti vorrebbero imitare: uniamo l’industria e le tecnologie più avanzate a un’attività che mi piace definire quasi sartoriale, perché affianchiamo il cliente nel creare una miscela con le caratteristiche più adatte al riprodotto che ha la necessità di stampare».

Seconda giornata più tecnica, quella di oggi, con un approfondimento sulla normativa italiana e poi sul un mercato in costante evoluzione come quello del riciclo dei Raee. Francesco Rizzi, ricercatore del Sant’Anna, ha ricordato che  «da più di un decennio l’Istituto di Management del Sant’Anna profonde un pioneristico sforzo per affermare il tema dell’utilizzo efficiente delle risorse al centro del dibattito scientifico sull’economia e gestione delle imprese. Le attuali conoscenze sottolineano come l’attenzione alla sostenibilità dell’intero ciclo di vita dei prodotti e alle strategie di collaborazione interaziendale possono incidere sulla capacità competitiva delle filiere industriali».

In conclusione, il presidente di Geofor Paolo Marconcini ha ricordato che «assieme ad Ecofor Service e alla Scuola Superiore Sant’Anna, è stato bello promuovere una nuova conferenza internazionale sulla gestione dei rifiuti, a cui abbiamo dato cadenza biennale. Questa terza edizione abbiamo pensato di dedicarla al tema di fondo e di prospettiva dell’economia circolare e, in questo quadro, alla gestione dei rifiuti urbani. Quest’anno, in special modo, abbiamo focalizzato l’attenzione anche sui rifiuti speciali, che è bene iniziare a tematizzare, con la stessa puntualità che si dedica a quelli urbani».