ComitatoXCampiglia: «Val di Cornia, potenziare uso materiale riciclabile (Rimateria)»

Dalle cave all’economia circolare, a che punto siamo in Toscana?

I materiali estratti per costruzioni e opere civili sono ancora il doppio di quelli impiegati a fini industriali: necessario puntare sul riciclo

[16 gennaio 2017]

Durante la crisi il totale dei materiali estratti dalle cave presenti in Toscana è più che dimezzato, passando dalle oltre 12 milioni di metri cubi/anno del 2007 ai 6.150.935 mc estratti nel 2015, il dato più aggiornato messo a disposizione dagli uffici regionali. Un andamento che è andato di pari passo con il tracollo economico nazionale (si pensi al 30% di investimenti fissi persi secondo Confindustria, o i 600mila occupati in meno evidenziati dall’Ance nel comparto edilizio), ma che non si è ripercosso in modo omogeneo sul territorio o nelle tipologie di materiali estratti.

Per quanto riguarda i materiali per usi industriali ad esempio – dei quali la Provincia di Livorno è di gran lunga la prima fornitrice in Toscana – i 883.642 metri cubi estratti nel 2015 non sono così lontani dai 937.840 censiti nel 2007, e la ripresa nell’attività delle cave è sensibile a partire già dal 2014. Lo stesso si può dire per i materiali estratti per usi ornamentali, con le cave presenti in Provincia di Massa che nel 2015 hanno fornito 401.185 metri cubi di materiali (innanzitutto marmo), vicini ai quantitativi registrati nel 2007 (421.686 mc). A crollare in modo sensibile – collegata all’andamento del mercato analizzato dall’Ance – è stata soprattutto l’estrazione di materiali per costruzioni e opere civili, che in ogni caso permane a livelli di tutto rispetto: 2.789.906 i mc prelevati dalle cave toscane nel 2015, quasi il doppio rispetto ai materiali di cava impiegati per usi industriali (1.462.772 mc in tutta la Toscana, anno 2015).

Numeri che impongono una riflessione, a livello locale come regionale. Sul tema interviene oggi il Comitato per Campiglia, concentrando l’attenzione sulle principali cave del territorio labronico, Monte Calvi, Monte Valerio e San Carlo, presenti nei Comuni di Campiglia Marittima e San Vincenzo. «La Regione Toscana – ricorda il Comitato per Campiglia – sta mettendo a punto il nuovo Piano regionale cave (Prc) che sostituirà quello regionale e quelli provinciali vigenti. È uno strumento fondamentale per tutti i territori nei quali sono presenti risorse di materiali lapidei (inerti e materiali decorativi). Il Prc nasce nell’ambito della legge 35/2015 in materia di cave della quale diventa strumento attuativo e, a differenza dei piani ad oggi vigenti, non avrà scadenza ma sarà soggetto solo ad aggiornamenti. Questa caratteristica rende indispensabile una redazione accurata». Il Comitato ha dunque presentato – all’interno processo partecipativo attivato dalla Regione per 90 giorni a partire dal 19 ottobre 2016, e dunque in scadenza – alcuni contributi (disponibili integralmente in allegato, ndr) sulle cave di Monte Calvi, Monte Valerio e San Carlo nell’ottica «di contenere le estrazioni limitandosi ai materiali veramente insostituibili verificandone seriamente le richieste di mercato, di potenziare l’uso di materiale riciclabile (Rimateria), di mantenere il criterio di autosufficienza locale respingendo l’idea di un gigantesco polo estrattivo in Val di Cornia».

Come noto, dalle cave della Val di Cornia arrivano infatti preziosi materiali (in primis il calcare microcristallino) indispensabili per le industrie del territorio – tra cui Solvay, Saint Gobain, Knauff, Tioxide –, ma anche una quota rilevante di materiali inerti che potrebbero essere invece sostituiti da materie prime seconde ottenute dal riciclo dei vasti cumuli di rifiuti speciali presenti sul territorio, traducendo in realtà il mantra dell’economia circolare. Una strategia industriale salutata con favore sia dagli ambientalisti sia dai costruttori, che a livello nazionale si sono fatti avanti col ministro Calenda chiedendo sia «di incentivare e favorire il riutilizzo dei materiali da costruzione» sia contemplando i vantaggi di un «minore fabbisogno di materiali da cava». In questo contesto la Toscana, che si mostra come una regione trainante nell’economia circolare a livello europeo, ha le carte in regola per potersi muovere da leader. In un mondo dove l’estrazione di materie prime sarebbe 2,5 volte quella attuale se tutti i 7,4 miliardi di esseri umani vivessero secondo i canoni occidentali, ne abbiamo la responsabilità morale oltre che l’opportunità economica.