Nuovo rapporto Irena: una significativa crescita rispetto al 2012

Dalle energie rinnovabili 6,5 milioni di posti di lavoro nel mondo nel 2013

Ma in Italia e in altri paesi Ue gli occupati nel settore rallentano

[13 maggio 2014]

Secondo il “Renewable Energy and Jobs – Annual Review 2014”, il secondo rapporto annuale sul lavoro  dell’International Renewable Energy Agency (Irena), «nel 2013, circa 6,5 milioni di persone erano già impiegate nel settore delle energie rinnovabili in tutto il mondo». Lo studio inoltre sottolinea «l’importante ruolo che le energie rinnovabili continuano a svolgere nella creazione di occupazione e nella crescita nell’economia globale».

Il rapporto è stato presentato al quinto Clean Energy Ministerial che si conclude oggi a Seoul, la capital della Corea del sud, il meeting dei ministri dell’energia e dei responsabili ministeriali del settore di 23 Paesi, che si è concentrato sulla valutazione dei progressi compiuti e nell’individuare passi concreti per accelerare la transizione verso la global clean energy economy.

Renewable Energy and Jobs – Annual Review 2014” evidenzia una crescita costante del numero di posti di lavoro nelle energie rinnovabili in tutto il mondo, con un aumento di mezzo milione in un solo anno, visto che nel 2012 erano a 5,7 milioni. Il direttore generale di Irana, Adnan Z. Amin, spiega che «con 6,5 milioni di persone direttamente o indirettamente impiegate  nelle energie rinnovabili, il settore sta dimostrando che non è più una nicchia, è diventato un datore di lavoro importante a livello mondiale. I segnali di spostamento lungo i segmenti della catena di valore rivelati nel rapporto sono cruciali per lo sviluppo di politiche che rafforzino la crescita dei posti di lavoro in questo importante settore dell’economia». Per l’Italia e per altri Paesi europei viene segnalato un rallentamento ed un calo occupazionale proprio a causa dell’abbandono da parte dei governi di alcune politiche di incentivo delle rinnovabili.

Il lavoro nelle energie rinnovabili e determinato anche dalle attività e politiche nei vari Paesi e regioni del mondo, dai riallineamenti dell’industria, dalla crescente concorrenza e progressi teconologici e dai processi produttivi. I più grandi datori di lavoro per paese sono Cina, Brasile, Usa, India, Germania, Spagna e Bangladesh, mentre i più grandi datori di lavoro per settore sono il solare fotovoltaico, i biocarburanti, l’eolico, le moderne biomasse ed il  biogas.

La cifra di 6,5 milioni di posti di lavoro nelle rinnovabili nel 2013 riflette la crescita di questa industria in Cina e può essere attribuita ad un aumento significativo delle installazioni annuali, all’attività manufatturiera ed alle differenze nel modo in cui sono stati stimati i dati sull’occupazione. Secondo Irena tra il 2011 ed il 2013 gli impianti solari fotovoltaici in Cina sono aumentati di 5 volte.

Rabia Ferroukhi, a capo della divisione knowledge, policy and finance di Irena e maggiore autore del rapporto, spiega che «La crescente domanda di solare fotovoltaico in Cina e in Giappone ha fatto aumentare l’occupazione nel settore dell’installazione ed allentato un po’ quella nei moduli fotovoltaici a causa delle preoccupazioni per l’eccesso di offerta. Di conseguenza, alcuni prodotti cinesi stanno aggiungendo capacità».

Anche per quanto riguarda l’eolico è la Cina, insieme al Canada, a dare la spinta più forte, mentre le prospettive Usa restano incerte a causa dell’opposizione della destra repubblicana che vede l’eolico come un competitore forte con le centrali elettriche a carbone. Mentre l’eolico offshore è ancora troppo concentrato in Europa, in particolare in Gran Bretagna e Germania.

Dopo il fotovoltaico, è la filiera dei biocarburanti la seconda per posti di lavoro nelle energie rinnovabili e gli Usa mantengono il primo posto come produttore di biocarburanti, mentre il Brasile rimane il più grande datore di lavoro.