Dall’Università di Pisa cinque punte di diamante per l’industria 4.0 toscana

«Su queste tecnologie, che offrono la possibilità di un vero e proprio cambio di paradigma, si deve fondare l’innovazione nell’industria»

[4 maggio 2017]

All’interno della Scuola di Ingegneria di Pisa si è svolto oggi il convegno ICT e industria 4.0, sfide e opportunità, organizzato dal dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Ateneo pisano in collaborazione con il governo regionale: l’occasione per presentare Piattaforma regionale toscana su Industria 4.0 e, a seguire, un confronto sul ruolo delle tecnologie dell’Ict nella realizzazione della fabbrica del futuro, a partire dalle esigenze di innovazione del mondo industriale locale e non.

«L’esigenza di ottimizzare i processi produttivi e supportare i processi di automazione industriale – ha spiegato Giuseppe Anastasi, direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e organizzatore del convegno – va declinata in modo da poter trovare una risposta nelle nuove tecnologie che la ricerca mette a disposizione. L’Università di Pisa è un’eccellenza nel campo dell’ICT (Information and Communication Technology), cioè l’insieme dei metodi e delle tecnologie che realizzano i sistemi di trasmissione, ricezione ed elaborazione di informazioni. Su queste tecnologie, che offrono la possibilità di un vero e proprio cambio di paradigma, si deve fondare l’innovazione nell’industria».

Sono cinque in particolare le punte di diamante che appartengono ad aree chiave per industria 4.0 e che l’Ateneo può sfoggiare: Internet of Things (reti di oggetti interconnessi), CoBOT (automi “sicuri”, in grado di lavorare gomito a gomito con l’essere umano senza metterlo in pericolo), sistemi di realtà aumentata (sistemi indossabili e interfacce uomo-macchina per l’aumento della percezione sensoriale e per il monitoraggio dei segnali fisiologici), tecnologie di Cloud Computing (in particolare il Fog Computing, che integra l’Internet of Things con i sistemi Cloud tradizionali) e infine tecnologie di comunicazione per l’Industrial Internet, che permettono di creare reti di calcolatori ad alta affidabilità ed efficienza.

«Oggi – conclude Anastasi – le tecnologie dell’informazione, l’Internet of Things e la nuova robotica sono i pilastri su cui si regge la rivoluzione dei processi produttivi delle imprese. Costituiscono un potenziale nuovo e finora poco sfruttato in grado di mutare in modo profondo gli stessi modelli di impresa. In ultima istanza si tratta di ripensare il business model delle aziende con la chiave abilitante del digitale», senza però dimenticare il ben più ampio contesto di riferimento.

Come ricordato dalla stessa Università di Pisa all’interno del dossier Industria 4.0 senza slogan, l’impatto della prossima rivoluzione industriale – come del resto già accaduto con le precedenti – modificherà certamente il rapporto che lega i sistemi socio-economici umani con l’ecosistema che ci ospita. Potenzialmente «l’Industria 4.0 consente di ridurre il consumo di risorse», ma – come già hanno messo in evidenza alcune ricerche scientifiche, condotte da ultimo al Mit di Boston –  non è affatto detto che ciò accada. Come sempre, dipenderà dall’uomo, e non dalle macchine, scegliere quale percorso seguirà lo sviluppo tecnologico.

L. A.