Dichiarazione Finanza e clima: non un euro in più per le energie fossili

Appello al Summet Climat di Parigi per disinvestire dai combustibili fossili

[11 dicembre 2017]

Domani prende il via a Parigi il Summet Climat  voluto dal presidente francese Emmanuel Macron  , dopo l’appello per un Patto Finanza –  Clima  arriva quello per disinvestire dai combustibili fossili firmato da un centinaio di eminenti economisti da tutto il mondo, compreso Simone Borghesi del nostro think tank Eco2 – Ecoquadro. Ecco il testo dell’appello:

Declaration on Climate Finance

Prima del summit “Finance Climat” di Emmanuel Macron, esigiamo la fine immediata degli investimenti nella produzione di energie e di infrastrutture fossili e incoraggiamo un aumento degli investimenti nelle energie rinnovabili.

Noi sottoscritti/e, chiediamo la fine immediata di ogni investimento in nuovi progetti di produzione e di infrastrutture di combustibili fossi e incoraggiamo un aumento significativo del finanziamento delle energie rinnovabili.

Pubblichiamo questo appello all’azione con l’avvicinarsi del sommet sur le climat organizzato a Parigi a dicembre da Emmanuel Macron. Il presidente francese ed altri leader si sono già espressi sulla necessità di un sostegno finanziario accresciuto alle soluzioni climatiche, ma sono restati in silenzio sull’altra parte dell’equazione, più problematica: i finanziamenti che continuano ad essere accordati a dei nuovi progetti di produzione e di infrastrutture carbonifere, gasiere e petrolifere.

Dappertutto nel mondo, il cambiamento climatico e le distruzioni ambientali assumono un’apiezza senza precedenti e saranno necessarie delle azioni inedite per limitare le conseguenze nefaste della nostra dipendenza dal petrolio, dal carbone e dal gas.

E’ essenziale ridurre drasticamente l’intensità di carbonio dei nostri sistemi economici. Ma è altrettanto essenziale condurre senza ritardo delle azioni ambiziose per mettere fine allo sfruttamento e all’espansione di progetti fossili; così come gestire il calo della produzione esistente, conformemente agli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Gli studi dimostrano che la C02 contenuta nei giacimenti di combustibili fossili attualmente sfruttati è sufficiente a condurci oltre la soglia critica del riscaldamento climatico. I nuovi progetti di sfruttamento e produzione sono incompatibili con il mantenimento del riscaldamento del pianeta al di sotto dei +2° C (e il più vicino possibile a +1,5° C), ma numerosi progetti in corso dovrebbero essere abbandonati più rapidamente invece che seguire il ritmo dell’esaurimento delle risorse. Per dirlo in un’altra maniera, non c’è più posto per delle nuove infrastrutture fossili e non c’è quindi nessuna ragione per continuare a investire in questo settore.

E’ tempo che l’insieme degli protagonisti economici mondiali si rivolgano pienamente verso le energie rinnovabili e sicure e di abbandonare i combustibili fossili. Con questa lettera affermiamo che le istituzioni dello sviluppo così come gli investitori pubblici e privati hanno la responsabilità urgente e l’obbligo morale di mostrare la via mettendo fine allo sfruttamento dei combustibili fossili.

La transizione mondiale verso un futuro low carbon è già in corso e sappiamo che l’abbandono dei combustibili fossili offre la possibilità di passare a un nuovo paradigma economico di prosperità e di equità. L’espansione continua del carbone, del gas e del petrolio non fa che rallentare questa inevitabile transizione, contribuendo allo stesso tempo a esacerbare i conflitti, aumentare la corruzione, minacciare la biodiversità e le risorse di acqua e aria non inquinate, ma anche a infrangere i diritti dei popoli indigeni e di quelli dei Paesi e delle comunità vulnerabili.

Nel XXI secolo, la domanda e l’accesso all’energia possono e debbono essere pienamente coperti dalle energie rinnovabili. L’idea che per questa trasformazione siano necessari nuovi combustibili fossili (come la rinnovata attrattività per il gas) è sbagliata e aiuta a bloccare la penetrazione delle energie rinnovabili.

La comunità degli investitori ha il potere di creare le condizioni per rendere possibile questo cambiamento. Gli investimenti attuali e futuri nella produzione di combustibili fossili sono in contrasto con una transizione sicura ed equa per evitare dei disastri climatici ancora più grandi.

Gli investitori, le istituzioni e tutti gli attori dello sviluppo internazionale devono riconoscere che continuare a investire nella produzione di combustibili fossili è incompatibile con ua freale azione per il clima. Al contrario, occorre dare la priorità alle incredibili opportunità di investimento delle energie 100% rinnovabili del futuro, che ci consentiranno di costruire un’economia sana proteggendo allo stesso tempo i lavoratori del settore energetico, le comunità tenendo conto dei limiti ecologici di un pianeta finito.

 

Questa dichiarazione può essere firmata da: professori universitari, economisti, PhDs, Business Leaders, , funzionari governativi e rappresentanti degli investitori istituzionali