Discarica di Podere Rota, la Regione conferma: «Dalle ispezioni nessuna irregolarità»

Bocciata la mozione M5S per imporre la chiusura nel 2021. L’autorizzazione vigente misura in conferimenti di rifiuti in metri cubi, non a tempo

[26 ottobre 2017]

L’assessore all’Ambiente Federica Fratoni ha risposto ieri in Consiglio regionale all’interrogazione posta da Valentina Vadi (Pd) sulle “Prospettive della discarica sita nel Comune di Terranuova Bracciolini (Ar)”, ovvero l’impianto di Podere Rota gestito da Csai. Per quanto riguarda l’impatto odorigeno della discarica – che da anni Csai monitora quotidianamente –, l’assessore ha spiegato che «il settore bonifiche della Regione ha già sollecitato Csai (Centro servizi impianti Spa, ndr) a intervenire anche sugli aspetti relativi alle maleodoranze, attraverso l’immediata applicazione di provvedimenti e proposte di miglioramento indicate da Arpat e tese a contenere le emissioni, criticità principale dell’impianto». In ogni caso, gli «esiti delle ultime ispezioni non hanno fatto emergere irregolarità di conduzione o condizioni anomale. Il problema è già stato affrontato in passato sia dalla stessa Agenzia regionale per la protezione ambientale che dal gestore attraverso specifici approfondimenti richiesti».

Nel ricordare che Podere Rota «è in regime di autorizzazione integrata ambientale con frequenza di controllo annuale», l’assessore ha spiegato che Arpat esegue regolarmente le verifiche e i controlli previsti dal Piano di monitoraggio e controllo; inoltre, per appurare la corretta gestione della discarica, l’Agenzia effettua «ulteriori sopralluoghi sia sul sito che sul confinante impianto di compostaggio». A riprova dell’elevata attenzione istituzionale su questi temi, l’assessore ha poi informato di aver avuto un incontro, appena pochi giorni fa, con il sindaco di Terranuova Bracciolini, Sergio Chienni, e di aver concordato un ulteriore sopralluogo all’impianto in tempi brevi. «Un eventuale monitoraggio della qualità dell’aria – ha infine osservato l’assessore – sarebbe poco significativo perché le misurazioni di qualità si riferiscono solo ad un rilevamento in continuo degli inquinanti previsti per legge, che non sono direttamente correlabili a disturbi olfattivi».

Nella stessa giornata la discarica di Podere Rota è stata oggetto di ulteriori attenzioni da parte del Consiglio regionale, che ha bocciato a maggioranza una mozione avanzata dal M5S (primo firmatario Giacomo Giannarelli), che avrebbe impegnato la Giunta ad imporre la chiusura dell’impianto al 2021.

«Il contesto in cui si opera deve essere guidato con responsabilità – ha commentato al proposito l’assessore Fratoni – Occorrono analisi, dati approfondimenti. Il testo offre una risposta parziale a problemi che hanno caratteristiche molto più generali». Una posizione che trova concorde il capogruppo Pd, Leonardo Marras, il quale ha richiamato l’attenzione al «valore della pianificazione: le vicende che riguardano Podere Rota devono essere affrontate con proposte di sistema». Fare a meno di discariche controllate e di una loro gestione sostenibile, infatti, significherebbe “semplicemente” affidarsi alle discariche abusive.

L’attuale Piano regionale rifiuti e bonifiche (Prb) ha tra i suoi obiettivi al 2020 la riduzione del numero delle discariche, con previsione di mantenimento a regime di cinque siti per rifiuti urbani, e proprio la pianificazione vigente aiuta a far chiarezza su presente e futuro di Podere Rota. Nel 2013 il Consiglio provinciale di Arezzo approvò un odg sostenendo la definitiva chiusura della discarica di Podere Rota entro il 2021, ma in realtà l’autorizzazione vigente per l’esercizio della discarica di Podere Rota prevede un limite non temporale ma quantitativo: 5,2 milioni di metri cubi di rifiuti. Una volta esauriti tali conferimenti la discarica chiuderà, avviando la gestione post-mortem dell’impianto (come già avviene per l’altra discarica di Csai, Podere il Pero). Quando avverrà? Questo naturalmente dipende dal ritmo dei conferimenti, che oscilla nel tempo: proseguisse al livello attuale, mozioni o meno, il 2021 non rappresenterebbe una data lontana dalla realtà.

L. A.