Discariche e siti contaminati potrebbero diventare le terre delle rinnovabili

Oltreoceano la US Environmental protection agency ha aggiornato le mappe delle località destinabili agli impianti da fonti rinnovabili, individuando 66mila siti

[13 agosto 2013]

La US Environmental protection agency (Epa) ha da poco reso pubbliche le mappe aggiornate del progetto Re-powering mapping and screening tool: secondo i dati dell’Epa sarebbero oltre 66.000 i terreni contaminati come discariche e siti minerari negli Usa che potrebbero essere destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

La ricerca, che rientra nel progetto Re-powering America’s land initiative lanciata dall’Epa nel 2008, punta infatti a fornire alle comunità locali una mappa di località contaminate che possono essere riqualificate e convertite ad usi più ecologici. «Consideriamo lo sviluppo responsabile delle energie rinnovabili come una logica triplicemente vincente: per la nazione, per le comunità locali e per l’ambiente», ha dichiarato Mathy Stanislaus, funzionario dell’Ufficio risposta alle emergenze e rifiuti solidi.

«Nel Piano d’azione per il clima promosso dal presidente Obama – ha aggiunto – l’amministrazione ha fissato l’obbiettivo di raddoppiare la produzione di elettricità da fonte rinnovabile entro il 2020. Identificare il potenziale di energia di questo tipo dai siti contaminati in tutto il paese, per noi rappresenta un buon passo in avanti per il raggiungimento degli obbiettivi nazionali al fine di affrontare i cambiamenti climatici, ma anche per la pulizia e la riqualificazione, da parte delle comunità, delle terre contaminate».

A partire dai database della Epa sono stati aggiunti anche dati provenienti dalle agenzie statali della California, Hawaii, Oregon, Pennsylvania, New Jersey, New York, West Virginia e Virginia. Questo ha permesso di incrementare il numero dei siti coinvolti da 24.000 a 66.000. Il lavoro, svolto in collaborazione con l’US Department of energy national renewable energy laboratory (Nrel), ha permesso inoltre di sviluppare criteri di analisi diversi per il potenziale solare, eolico, geotermico o di biomasse presente in ciascun sito, che viene monitorato poi dall’Epa e dalle varie agenzie statali.

Dalla mappatura aggiornata è emerso quindi che per la sola energia solare, ad esempio, sono stati identificati oltre 10.000 siti contaminati e la possibilità di installare pannelli solari da 300 kilowatt e oltre; un potenziale che cumulativamente consentirebbe di catturare energia solare in misura 30 volte superiore a quella raccolta da tutte le fonti rinnovabili attualmente operanti negli Usa.

Il progetto Re-powering America’s land initiative è stato riconosciuto dalla Harvard university come uno dei 25 migliori progetti innovativi del 2013 messi a punto dal governo americano e mira inoltre a invertire la passività di questi siti contaminati rispetto alle comunità che vi abitano intorno. Infatti, dal lancio dell’iniziativa ad oggi, sono stati realizzati oltre 70 progetti per impianti da fonti rinnovabili, per un totale di oltre 200 MW in grado di alimentare circa 30.000 abitazioni, ma è un numero che potrebbe aumentare sensibilmente.