Disoccupazione, servizi pubblici locali sono motori per la crescita

Il commento di Confservizi Cispel Toscana al nuovo rapporto Irpet sul mercato del lavoro

[3 febbraio 2014]

«La crisi di questi anni è una crisi strutturale, l’Italia e la Toscana hanno sostanzialmente un problema di competitività, presentando un basso livello e un basso tasso di crescita della produttività, compensato in parte dal maggior numero di ore lavorate. Sembra questo dunque il punto sui cui lavorare per rilanciare l’economia italiana». Con queste parole Alfredo De Girolamo (nella foto) ha commentato i dati della conferenza di inizio anno IRPET, presentati oggi a Firenze e con i quali l’istituto regionale per l’economia ha aggiornato il quadro della situazione economica toscana, fornendo i dati finali del 2013.

I dati 2013 presentati da IRPET continuano a descrivere una crisi gravissima, la più grave dall’Unità d’Italia: tra il 2008 e il 2013 la Toscana ha perso 4,3 punti di Pil, 4,2% di investimenti in meno, meno 3,2% di consumi delle famiglie. Unico dato positivo l’incremento delle esportazioni (+ 17%). «Un quadro grave – il commento del presidente di Confservizi Cispel Toscana – che si traduce in aumento della disoccupazione, con ben 18000 disoccupati in più rispetto al 2012. Non conforta troppo il fatto che la Toscana vada ‘meno male’ della media italiana e delle altre regioni del Nord – prosegue De Girolamo – considerato che la nostra regione è entrata nella crisi più debole dal punto di vista industriale rispetto alle altre regioni forti».

Il settore dei servizi pubblici locali è inserito con altri nella relazione fra i settori produttivi ‘di retrovia’, dunque non esposti alla concorrenza internazionale, ed accusati di scaricare le proprie buone performance in termini di valore aggiunto sui prezzi e quindi danneggiando la competitività dei settori esposti alla concorrenza. Se questa critica forse può valere per alcuni settori – banche, assicurazioni, servizi legali – certo non può valere in Toscana per i servizi pubblici locali, come spiega il presidente dell’Associazione che riunisce circa 200 aziende nei vari settori: «Le buone performance delle imprese di servizio pubblico locale sono state ottenute migliorando l’efficienza – a seguito degli interventi di regolazione e delle gare – e aumentando gli investimenti produttivi, come dimostra la recente indagine congiunturale dei settori fatta con Unioncamere. Al contrario questi settori possono e devono essere ‘motori per la crescita’ nei prossimi anni, caratterizzati da un probabile crescita seppur molto debole. La riorganizzazione del trasporto pubblico ad esempio può molto migliorare i fattori di competitività del sistema economico, riducendo i costi economici e sanitari/ambientali derivanti da uno squilibrato uso dell’auto privata, così come – continua De Girolamo – gli investimenti nei settori idrico, dei rifiuti e dell’energia possono essere centrali nei prossimi anni, generare reddito e occupazione e migliorare la competitività del sistema economico toscano».

Uno sviluppo, conclude De Girolamo, che non dipende solo dalle singole aziende: «Investire nei servizi è una scelta che la Regione deve fare con chiarezza e che in parte ha già fatto, a partire dal prossimo Piano Operativo per i Fondi Strutturali 2014-2020 e dall’approvazione del Piano di gestione dei rifiuti e del Piano energetico ambientale regionale. Insomma un settore ‘di retrovia’, ma attore della crescita e non un ostacolo alla competitività».

di Confservizi Cispel Toscana