Un rapporto mondiale che spiega quanto siano insostenibili le promesse elettorali italiane

Disuguaglianza insostenibile, l’1% dei più ricchi si è accaparrata l’82% della ricchezza (VIDEO)

La metà della popolazione più povera non ha visto nessun beneficio. E in Italia si parla di Flat Tax…

[22 gennaio 2018]

Secondo il nuovo rapporto “Reward work, not wealth – Ricompensare il lavoro, non la ricchezza”  pubblicato da Oxfam alla vigilia del Wiorrld economic forum di Davos, «Delle ricchezze prodotte l’anno scorso, l’82% è andato a profitto dell’1% dei più ricchi della popolazione mondiale, mentre i 3,7 miliardi di persone che formano la metà più povera del pianeta non ne hanno visto niente».

Il rapporto do Oxfam è un duro monito al gotha del mondo politico che, come ogni anno, discuterà amabilmente dei problemi del mondo nelle lussuose sale di Davos, nella ricchissima Svizzera e l’ONG spiega che «Questo rapporto dimostra come il sistema economico mondiale permette a un’élite fortunata di accumulare immense ricchezze, mentre centinaia di milioni di persone penano a sopravvivere con un salario minimo». Secondo i nuovi dati diffusi da Credit Suisse, 42 persone da sole possiedono ormai quanto la metà più povera dell’umanità. Cifre che non hanno paragone con gli anni precedenti.

E in Italia non è che le cose vadano meglio: Oxfam spiega che nel nostro Paese, «a metà 2017, il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta. Nel periodo 2006-2016, il reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli italiani è diminuito del 23,1%». Inoltre, nell’Italia del berlusconismo, dei governi di centro-destra e di centro-sinistra e del renzismo, l’ascensore sociale è bloccato; i padri con retribuzioni elevate trasmettono ai figli almeno il 40% del vantaggio economico rispetto ai padri con retribuzioni modeste.

Se L’Italia si conferma uno dei Paesi più disuguali d’Europa, la globalizzazione neoliberista, che nelle propaganda ideologica dei suoi propugnatori avrebbe dovuto distribuire almeno le briciole dell’infinita ricchezza dell’avidità sdoganata e diventata sistema, ha fallito completamente le sue promesse e la  crisi economica e finanziaria è stata scaricata tutta sulle spalle dei poveri, dei lavoratori e della classe media.

Oxfam fa notare che « Dal 2010, il patrimonio dei miliardari è aumentato in media del 13% all’anno, sei volte più velocemente che le paghe delle lavoratrici e dei lavoratori  che sono aumentate in media solo del 2% all’anno. Tra il marzo 2016  il marzo 2017, il numero di miliardari è aumentato più rapidamente che mai, al ritmo di un nuovo miliardario ogni due giorni».

Mentre nel mondo aumentano i lavori che non sono sufficienti a vivere decentemente, in 4 giorni un amministratore delegato di una delle prime 5 firme della moda mondiale guadagna quanto un’operaia tessile del Bangladesh  guadagna in tutta la vita, Negli Usa, un amministratore delegato guadagna in media in un giorno quanto un operaio in un anno.

E non è che le cose vadano meglio nei Paesi dove i regimi promettevano il socialismo e la giustizia sociale. Oxfam fa l’esempio del Vietnam, dove portare a un livello decente i salari dei lavoratori dell’industria tessile costerebbe 2,2 miliardi di dollari all’anno, equivalenti a un terzo delle somme  versate ai loro azionisti dalle 5 più grandi firme della moda nel 2016.

Secondo il rapporto, i fattori che fanno arricchire gli azionisti e i CEO e impoveriscono i lavoratori sono:  l’erosione dei diritti dei lavoratori, l’influenza eccessiva esercitata dalle grandi imprese sulle politiche pubbliche e la costante volontà delle imprese di ridurre i costi al minimo per massimizzare i dividendi degli azionisti.

La direttrice generale di Oxfam International,  Winnie Byanyima, evidenzia che «Il boom dei miliardari non è il segno di un’economia florida, ma il sintomo di un sistema economico in crisi. Le persone che producono i nostri vestiti, assemblano i nostri telefoni e coltivano il nostro cibo sono sfruttati per assicurare un approvvigionamento continuo di prodotti a buon mercato e ingrossare i profitti delle multinazionali e dei loro investitori miliardari». I lavoratori . anche dove come in Italia le conquiste sociali sembravano acquisite . si ritrovano sempre più spesso in fondo alla scala sociale  e ovunque nel mondo le donne guadagnano sistematicamente meno degli uomini e occupano gli impieghi meno remunerativi e più precari. E’ l’unica ineguaglianza che esiste anche tra i ricchi: 9 miliardari su 10 sono uomini.

La Byanyima sottolinea che «Oxfam parla con le donne di tutto il mondo, nel quale le ineguaglianze rovinano l’esistenza. Delle operaie delle fabbriche di vestiti, in Vietnam, che lavorano così lontano dalle loro case per guadagnare un salario così magro che non possono vedere i loro bambini per mesi. Delle operaie dell’industria avicola degli Stati Uniti che sono obbligate a portarsi la carta igienica per poter andare nelle  toilettes. Delle impiegate negli alberghi in Canada e nella Repubblica Dominicana  che tacciono sulle molestie sessuali di cui vengono fatte oggetto per timore di perdere il loro posto di lavoro».

Di fronte a questa insostenibile ingiustizia e disuguaglianza, Oxfam chiede ai potenti riuniti a Davos e ai governi  di prendere tre iniziative urgenti perché le nostre economie vadano a beneficio di tutti e tutte e non solo di qualche privilegiato: «Limitare le remunerazioni degli azionisti  e dei dirigenti di impresa e garantire alle lavoratrici e ai lavoratori un salario minimo “vitale” che permetta una qualità della vita decente. Per esempio, in Nigeria, il salario minimo legale dovrebbe essere triplicato per assicurare delle condizioni di vita decente. Eliminare il gap salariale tra le donne e gli uomini e proteggere i diritti delle lavoratrici. Al ritmo in cui evolvono le cose, ci vorrebbero 217 anni per pervenire all’uguaglianza delle remunerazioni di chance professionali tra le donne e gli uomini. Fare in modo che i ricchi pagano la parte giusta di tasse aumentando il loro tasso di imposizione (cioè il contrario della – inapplicabile in Italia ed Europa –  Flat Tax che Berlusconi ha copiato da Trump e che ha scatenato le proteste della classe media Usa, ndr) e rafforzando le misure di lotta contro l’evasione fiscale e accrescendo le spese nei servizi pubblici come la sanità e l’edicazione. Oxfam stima che un’imposta dell’1,5% alle fortune dei miliardari potrebbe permettere di scolarizzare tutti i bambini«.

Misure che avrebbero un fortissimo sostegno tra l’opinione pubblica, almeno tra le 70.000 persone di 10 Paesi interrogate dal sondaggio di Oxfam: i due terzi pensano che sia urgente ridurre il baratro tra ricchi e poveri.

La Byanyima conclude: «E’ difficile trovare dei leader politici e dei capi di impresa che aaffermano di non essere preoccupati per le ineguaglianze. E’ ancora più difficile chi prende delle iniziative per combatterle. Al contrario, molti aggravano le cose riducendo le imposte e indebolendo i diritti del lavoro. Le cittadine e i cittadini vogliono che le cose cambino, vogliono che le lavoratrici e i lavoratori siano remunerati decentemente, che le grandi imprese e i super-ricchi paghino più tasse, che le donne godano degli stessi diritti dei loro omologhi maschi, che ci sia un limite al potere e alle fortune che si possono concentrare in così poche mani. Vogliono delle misure concrete».

Se il rapporto dedica solo pochi trafiletti all’Italia, in realtà parla di noi e delle elezioni del 4 marzo alle quali siamo chiamati a votare e dove probabilmente i cittadini arrabbiati per l’ineguaglianza e l’ingiustizia voteranno in gran parte per forze politiche che – s addirittura dicendolo o semplicemente nascondendolo dietro promesse irrealizzabili – quella disuguaglianza e quella ingiustizia vogliono perpetuarla, come prima e più di prima, magari usando l’arma di distrazione di massa degli immigrati.

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