Dopo il Nobel per la fisica ai LED, ma sul mercato…ai raggi X 80 lampadine in commercio

[8 ottobre 2014]

Il premio Nobel per la fisica 2014 è stato assegnato a Isamu Akasaki e Hiroshi Amano della Nagoya University, e Shuji Nakamura dell’Università di California Santa Barbara, per le ricerche sui diodi semiconduttori, impiegati per i led a luce blu che hanno permesso la creazione della nuova generazione di lampadine LED a basso consumo. Nella motivazione del Nobel si legge: «Con l’arrivo delle lampade a Led ora abbiamo lampadine molto più efficienti e che durano molto di più rispetto alle vecchie fonti luminose».

Anche Legambiente oggi sottolinea che «Grazie ai LED, a pochi anni dalla messa al bando delle lampadine a incandescenza e dal trionfo delle lampadine a fluorescenza compatte (CFL), una seconda rivoluzione è iniziata nell’illuminazione domestica. E le lampadine a LED (Light Emitting Diode, diodi a emissione luminosa), classe A+ e A ++, stanno arrivando sugli scaffali di negozi e supermercati».

Da circa un anno c’è una nuova etichetta che descrive consumi tipo di luce e resa cromatica di ogni lampadina e per aiutarci a scegliere quella che più ci conviene acquistare c’è oggi il sito www.premiumlight.eu, frutto di un progetto finanziato dalla Commissione Europea, e che vede come partner istituzioni scientifiche, compreso il Politecnico di Milano, associazioni di tegorie ed aziende e che ha in Ikea il suo “partner associato”.

Il sito presenta i recenti test eseguiti su 80 nuove lampadine sia CFL che LED ad elevata efficienza in vendita in tutta Europa. Legambiente e Politecnico di Milano dicono che «Ne emerge che occorre porre attenzione nella scelta alla reale efficienza delle lampadine: si trovano infatti in commercio lampadine e faretti da 60 a 110 lumen per Watt (intensità della luce a parità di consumo elettrico). Il primo è un valore tipico di una lampadina a fluorescenza, il secondo di una lampadina LED molto efficiente. La qualità della luce (colore e resa cromatica), problema sino a pochi anni fa, è quasi sempre accettabile e spesso buona».

I  ricercatori del gruppo eERG del Politecnico di Milano impegnati nel progetto sottolineano che «Oltre il 30% dei modelli testati recentemente (12 su 34) non rispetta i requisiti minimi del regolamento europeo di eco design o non dichiara valori corretti sull’imballaggio», Quindi, per chi vuole comprare una lampadina LED è meglio dare un’occhiata ai risultati dei test sul sito www.premiumlight.eu. «D’altra parte – dicono quelli del Cigno Verde –  se è un acquisto che promette di farci vivere meglio e risparmiare per almeno due decenni, vale la pena documentarsi e non farsi ingannare».

Legambiente propone una piccola ed economica “ristrutturazione” luminosa alle famiglie che vogliano davvero sfruttare la rivoluzione indotta dalle nuove lampade super efficienti Andrea Poggio, responsabile per Legambiente di Viviconstile.org, spiega che «L’arrivo di lampadine a bassissimo consumo, spesso più piccole e che scaldano molto poco, con caratteristiche specifiche, favorisce la moltiplicazione dei punti luce, da accendere solo all’occorrenza, capaci di regolarsi in automatico. Per non buttare via soldi acquistando nuovi lampadari inutili e lampadine costose proponiamo di studiare insieme un progetto di illuminazione, stanza per stanza, angolo per angolo della propria casa, sfruttando a pieno la luce naturale di giorno (con finestre più performanti, tende e schermi regolabili). E solo in seguito fare acquisti mirati».

Legambiente da anche altri suggerimenti come ripensare i punti luce in funzione delle diverse necessità, tenere puliti e spolverati gli impianti, sostituire progressivamente le lampade classiche ad incandescenza.