Economia circolare, Bonafé: dal Parlamento europeo svolta per un nuovo modello industriale sostenibile (VIDEO)

Verdi europei: forte volontà di portare avanti la trasformazione dell'economia europea

[15 marzo 2017]

Il Parlamento Europeo, dopo aver esaminato 2.000 emendamenti ha approvato la sua posizione sulla revisione delle 4 o direttive che compongono il pacchetto legislativo sull´economia circolare. Un successo per la relatrice  Simona Bonafè , eurodeputata del PD che  ha ricevuto un largo sostegno al testo portato in plenaria, con quasi 600 voti a favore.

La Bonafé – pubblichiamo i video dei suoi interventi in aula –  ha spiegato che  si tratta in realtrà di «Un dossier che solo formalmente riguarda la modifica di quattro direttive sui rifiuti ma che in realtà pone un tema ben più ambizioso. Il voto di oggi rappresenta un passo significativo per la transizione verso un´economia circolare. Questo vuol dire che finalmente si passa da un modello economico lineare, inefficace, costoso e insostenibile ad un modello che faccia della sostenibilità ambientale una leva per la crescita, lo sviluppo e la competitività industriale. Dobbiamo superare il modello “produci, consuma e getta” per passare ad un´economia dove i prodotti sono progettati per durare ed essere riparati, riusati e riciclati. Ogni anno in Europa gettiamo via 600 milioni di tonnellate di rifiuti, rifiuti che potrebbero essere reinvestiti nell´economia. Il Parlamento chiede un obiettivo di riciclaggio al 2030 del 70%. Per questo motivo chiediamo con forza che al 2030 i rifiuti che finiranno in discarica  siano ridotti al massimo del 5% dei rifiuti urbani. Un obiettivo più ambizioso rispetto alla proposta della Commissione Europea che prevedeva un tetto del 10%».

L’eurodeputata del gruppo Socialisti & Democratici ha concluso: « E’ fondamentale, con questo provvedimento intensificare il contrasto ai rifiuti marini e allo spreco alimentare. Pensate che ogni europeo butta ogni anno una scioccante quantità di cibo, 180 Kg. Dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030 non è solo un obiettivo ambizioso ma anche un dovere etico».

Soddisfatta del risultato del voto anche la  co-presidente dei Verdi Europei Monica Frassoni che da un giudizio fortemente positivo: «Con il voto sulle proposte della Commissione Ambiente per migliorare l’economia circolare presentate dalla relatrice Simona Bonafè, il Parlamento europeo ha mostrato una forte volontà di portare avanti la trasformazione dell’economia europea».

La Frassoni ricorda che «Questo dossier era partito malissimo con la nuova Commissione Juncker. Il Vicepresidente Timmermans, spinto da lobby affaristiche e anche dalla sua totale ignoranza sull’importanza economica dei settori interessati, aveva deciso di ritirare i piani ambiziosi invocati dal Commissario Potočnik nel 2014; è stato senz’altro colto di sorpresa dall’ampia reazione economica e politica a questa mossa maldestra. Posta sotto forte pressione da industrie, società civile, stakeholder, Stati Membri e dal Parlamento europeo, la Commissione Juncker ha poi promesso di aumentare la propria ambizione nel campo dell’economia circolare, ma ha realizzato solo in parte la sua promessa.  Ora il Parlamento europeo si è mosso per garantire che tabloid e lobby non possano averla vinta in questo tema che, lungi dal rappresentare una normativa troppo invasiva e complicata, rappresenta invece una occasione di sviluppo economico sostenibile e occupazione di qualità».

La co-presidente dei Verdi europei non abbassa la guarda: «Ci aspettiamo che alcuni Stati membri e alcune lobby testarde tentino di ridurre il livello di ambizione, ma l’Ue sprecherebbe il tempo che non ha per affrontare il tema dei rifiuti e del riciclo non come problema ma come opportunità. Speriamo che fra questi governi ostruzionisti non ci sia l’Italia, che ancora paga piu di 100 milioni di euro all’anno per sanzioni legate al ciclo dei rifiuti»

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