Economia circolare, Fratoni a Piombino: «Rimateria progetto virtuoso»

L’assessore al seminario di Legambiente: «Opportunità alla quale la Regione guarda con grande attenzione»

[4 luglio 2016]

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Intervenendo al seminario pubblico “Da problema a opportunità. Flussi di materia, bonifiche, riciclo delle scorie siderurgiche e risanamento del distretto estrattivo della Val di Cornia“, organizzato da Legambiente Toscana e svoltosi nei giorni scorsi al Centro Giovani di Piombino, Federica Fratoni ha dichiarato come la Regione sia «fortemente impegnata nel processo di reindustrializzazione e riconversione del polo siderurgico di Piombino; con Invitalia, soggetto attuatore delle bonifiche, sta portando avanti l’accordo di programma per la messa in sicurezza dell’area».

Le criticità – come documentato ampiamente durante il seminario da Legambiente – certo non mancano, ma dopo decenni d’inerzia oltre ai problemi stanno avanzando anche le soluzioni. «In questo contesto – ha sottolineato l’assessore all’Ambiente della Regione – quello di Rimateria, per il riuso dei rifiuti industriali, è un progetto virtuoso e una opportunità alla quale la Regione guarda con grande attenzione, nell’ottica dello sviluppo dell’economia circolare».

Qual è la natura di questo progetto? Funzionale alla realtà produttiva della Val di Cornia e al Sin di Piombino – città dove insiste lo stabilimento di 800 ettari dell’acciaieria ex Lucchini, colmo di rifiuti speciali amianto compreso –, il progetto Rimateria si inserisce all’interno della vocazione toscana allo sviluppo di una green economy sul territorio, comprendendo in questo caso la progettazione e realizzazione di bonifiche. All’interno di un piano d’azione che vede al primo posto il riciclo dei rifiuti speciali, con l’inertizzazione e lo smaltimento di quel che non è riciclabile, si progetta anche la riqualificazione paesaggistica in un’area dove le discariche sono già realtà, ottenendo al contempo 400mila nuovi metri cubi di volumetrie – che comprendono due moduli da 70mila tonnellate ciascuno dedicati rispettivamente a rifiuti pericolosi ed amianto (a fronte di 2 milioni di tonnellate d’amianto presenti in Toscana e 40 milioni di tonnellate in Italia).

Al proposito l’azienda, durante l’ultimo degli incontri mensili con la cittadinanza, ha spiegato come il mandato al management, dopo il conferimento dei servizi di igiene urbana a Sei Toscana e alla confluenza di Asiu in Rimateria riguardi «proprio, e congiuntamente, il risanamento finanziario, quello ambientale  e il rilancio del progetto di sviluppo di Rimateria (ex Tap)».

Per praticare questi obiettivi, «le uniche variabili disponibili all’azienda sono la legge e il mercato. Ovvero, il rispetto della Direttiva europea 98/2008; il Dlgs 152/06 e s.m.i; la L.R. 25/98 e s.m.i e il Piano regionale del novembre 2014. Questi riferimenti impongono (più che permettere) di agire secondo il principio di prossimità e delle economie di scala».