Sei Toscana tira le fila del 19esimo convegno di San Gusmè

Economia circolare, la gestione dei rifiuti funziona solo dentro una dimensione industriale

Non è possibile fermarsi alla sola raccolta, occorre garantire infrastrutture impiantistiche adeguate

[16 settembre 2016]

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Nonostante sia uno dei più dibattuti e controversi tra quelli dei servizi di pubblica utilità, il settore della gestione dei rifiuti è senza dubbio uno dei pilastri su cui si fonda l’economia circolare: è quanto sottolinea Sei Toscana, che rappresenta proprio il gestore unico integrato dei rifiuti urbani nell’Ato Toscana Sud, ricordando in una nota le parole dell’ad Eros Organni, intervenuto tra i protagonisti alla “Cernobbio dell’economia sostenibile”.

A San Gusmè si è infatti recentemente concluso l’ormai tradizionale convegno (giunto alla 19esima edizione) sull’ambiente e la green economy, dedicato quest’anno in particolare all’economia circolare. Ovvero quel modello di produzione e consumo dove le risorse a nostra disposizione vengono impiegate in un modo più intelligente e sostenibile; ciò non significa soltanto recuperarle per quanto possibile all’interno del ciclo economico, una volta giunte a fine vita, ma anche praticare l’efficienza e la rinnovabilità della materia in ogni passaggio della filiera. «Molte risorse naturali non sono infinite: dobbiamo trovare – ricorda la Commissione europea – un modo di utilizzarle che sia sostenibile sotto il profilo ambientale ed economico, e rientra anche nell’interesse economico delle imprese fare il miglior uso possibile delle loro risorse».

Al proposito, positivi sono stati gli esempi portati a San Gusmè dal direttore generale di Legambiente nazionale Stefano Ciafani, che ha ricordato come in Italia vi siano già esperienze positive che dimostrano come l’economia circolare si possa trasformare concretamente in modelli di business aziendali, auspicando che in futuro questi possano essere ancor più resi possibili da indirizzi di politica economica in grado di soppiantare sempre più  il modello produci-consuma-getta con uno che guardi con sempre più attenzione al recupero e alla rigenerazione dei prodotti e dei materiali, che interessi i processi produttivi e i modelli di business.

Dunque, sebbene in via tutt’altro che esclusiva, il recupero dei rifiuti rappresenta un cardine dell’economia circolare. Come noto, all’interno di questo macromondo si presentano due realtà diverse e complementari: quella dei rifiuti speciali e quella degli urbani. Alla prima, in questi giorni sotto i riflettori della stampa toscana a causa di inchieste in corso, l’Arpat torna a dedicare un approfondimento indagando qualità e quantità dei rifiuti speciali prodotti sul nostro territorio.

E per quanto riguarda i rifiuti urbani? Sebbene questi valgano in peso circa un quarto dei rifiuti speciali (2,26 milioni di tonnellate contro 10 prodotte nel 2014), rappresentano la realtà percepita come più vicina da cittadinanza e amministrazioni.

L’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni, intervenuta a San Gusmè, ha ricordato come oggi l’economia circolare sia a tutti gli effetti una via ed un modello concreto di sviluppo e di crescita: un modello che soppianta i vecchi e ormai non più sostenibili approcci delle economie lineari e che la politica deve favorire attraverso gli strumenti di pianificazione e regolazione che gli sono propri. Per realizzare che cosa, concretamente?

Quello della gestione dei rifiuti, come non ha mancato di sottolineare l’ad di Sei Toscana, è un settore che per svolgere al meglio la propria funzione necessita di essere pensato in una dimensione industriale, che non si ferma alla sola raccolta dei rifiuti, ma che riesca a garantire infrastrutture impiantistiche adeguate: è infatti egli impianti che effettivamente e concretamente avviene il riciclo di materia, vero obiettivo da raggiungere attraverso lo strumento delle raccolte differenziate. Solo in tal senso – chiosa Organni – si può dire che la gestione dei rifiuti, fatta di raccolta, trasporto, impianti e mercati può essere a ragione considerata un pilastro ed un ottimo esempio di economia circolare. Una lezione che assume tanto più valore in questi giorni confusi.

L. A.