Economia circolare, Green week 2016: investimenti per un futuro più verde (VIDEO)

Efficienza delle risorse ed economia circolare, obiettivi chiave del piano di investimenti Ue

[30 maggio 2016]

conomia circolare investing

Comincia oggi la Green week 2016, la settimana verde europea, che si concluderà il 3 giugno e che quest’anno, con lo slogan “Investing for a greener future”, è incentrata sugli investimenti necessari per un futuro più verde. L’Ambiente per gli Europei, la rivista della Direzione generale dell’ambiente della Commissione europea, sottolinea  che «gli investimenti effettuati oggi nell’economia circolare daranno i loro frutti negli anni a venire, quando l’innovazione nelle tecnologie di progettazione ecocompatibile, riparazione, riciclaggio e riutilizzo riusciranno a creare nuovi posti di lavoro e nuove opportunità commerciali».

L’Ambiente per gli Europei ricorda che «in tutto il mondo, la popolazione è in continuo aumento, e la domanda dei consumatori cresce di conseguenza, ma le risorse naturali sono sempre più scarse e costose: per questo, l’economia circolare si pone come il modello imprenditoriale del futuro. La progettazione di beni più durevoli e le attività di riciclaggio, riparazione e riutilizzo consentono infatti di ridurre l’impatto ambientale, il consumo di nuove risorse e la necessità di smaltire i rifiuti, economicamente onerosa. Ma perché questo cambiamento possa realmente avvenire, i finanziamenti sono essenziali. L’accesso ai finanziamenti può tuttavia rappresentare un percorso tortuoso per le aziende operanti nei settori ambientali. Le cause possono essere molteplici e vanno dalla mancanza di comprensione dei nuovi modelli imprenditoriali, o delle loro esigenze, alle problematiche di scala e alle difficoltà incontrate nel passaggio dall’innovazione al mercato. Per gli investitori tradizionali, i progetti possono essere troppo rischiosi o troppo a lungo termine. Sebbene il settore pubblico possa svolgere un ruolo importante, la gran parte degli investimenti necessari per completare questa transizione dovrà provenire dal settore privato, da investitori tradizionali e alternativi. È infatti necessario ricorrere a soluzioni innovative, quali l’uso di fondi pubblici per stimolare un impegno finanziario (privato) supplementare da parte di altri attori, in modo da incentivare gli investimenti del settore privato».

Il Commissario europeo all’ambiente, Karmenu Vella, ha spiegato che «i fondi dell’Unione europea possono contribuire al conseguimento di questo obiettivo. Allo scopo di potenziare le innovazioni correlate all’economia circolare e incentivare gli investitori, l’Ue ha deciso di mobilitare i fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE), il suo programma faro per la ricerca e l’innovazione Orizzonte 2020 e la Banca europea per gli investimenti (BEI).

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha varato un piano di investimenti da 315 miliardi di euro che punta a un uso più intelligente delle risorse finanziarie nuove e di quelle esistenti (ma che tutt’ora ha portato a risultati del tutto insufficienti). Elaborato in collaborazione con la BEI, il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) finanzia  progetti per infrastrutture, istruzione e ricerca e innovazione e permette alle piccole imprese di accedere al finanziamento del rischio.

Il vicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen, evidenzia che «il FEIS è dedicato in particolare al sostegno di progetti che altri strumenti, da soli, non sarebbero in grado di finanziare. In questo modo, il valore aggiunto della ricerca e dell’innovazione torna a essere protagonista,.

Efficienza delle risorse ed economia circolare sono obiettivi chiave del piano di investimenti che è una eccellente opportunità  per far avanzare i migliori progetti ambientali. «Si stima che, per i prossimi tre anni, le esigenze in termini di investimenti per quanto concerne efficienza delle risorse, sicurezza dell’accesso a risorse e materie prime e potenziamento della resilienza al cambiamento climatico si aggirino attorno ai 422‑527 milioni di euro – dice la Direzione generale dell’ambiente Ue – Tra i progetti che verranno sviluppati grazie al sostegno del FEIS, citiamo la realizzazione di parchi eolici al largo della costa sudorientale dell’Inghilterra, la decontaminazione di un ex sito industriale urbano in Belgio, ai fini della sua trasformazione in terreno edificabile per abitazioni e uffici, la costruzione di un nuovo impianto ecologico per il settore cartario in Finlandia e il miglioramento dell’efficienza energetica in immobili residenziali in Francia. Il FEIS integra il sostegno già assicurato dagli strumenti di consulenza e finanziamento della BEI, tra cui InnovFin – EU Finance for Innovators (Finanziamenti europei per gli innovatori). La portata di InnovFin è stata ampliata fino a includere il sostegno alle innovazioni del modello imprenditoriale, come la transizione dalla vendita di prodotti alla vendita di servizi».

Poi ci soni i nuovi strumenti per l’innovazione: «Le attività di ricerca e innovazione sono essenziali perché stimolano tale transizione e consentono al contempo di attualizzare l’industria europea, rendendola più competitiva – si legge su L’Ambiente per gli Europei – Orizzonte 2020 ha già accordato il suo appoggio a chi dimostra di saper innovare in aree quali l’agricoltura sostenibile, la sicurezza alimentare e la bioeconomia. La bioindustria, ad esempio, ha tutte le potenzialità per creare nuovi materiali e processi, ma ha bisogno di investimenti in bioraffinerie in grado di elaborare biomassa e biorifiuti per diversi fini».

L’Ue sta finanziando progetti innovativi per la bioeconomia, come Whey2Value in Slovenia che mira a trasformare i rifiuti lattiero-caseari in mangimi animali ad alto tenore proteico. L’iniziativa “Industria 2020 nell’economia circolare” di Orizzonte 2020 per il 2016-2017, destina 650 milioni di euro a dimostrare la fattibilità economica e ambientale dell’approccio basato sull’economia circolare. Un impegno che dovrebbe favorire la reindustrializzazione dell’Ue in molte attività industriali e dei servizi, compresi nuovi modelli imprenditoriali e industria di trasformazione.

Il piano d’azione sull’ecoinnovazione dell’Ue «promuove l’accesso a molteplici fonti di finanziamento, tra cui i programmi LIFE per l’ambiente e COSME, volto a rafforzare la competitività delle piccole e medie imprese (PMI): queste ultime (ivi incluse le imprese sociali), essendo particolarmente attive in aree quali la riparazione e il riciclaggio, costituiranno infatti una parte integrante dell’economia circolare. Il nuovo Centro di eccellenza europeo per la gestione efficiente delle risorse offre alle PMI un servizio di consulenza sui finanziamenti erogati da BEI, attori privati e altre fonti».

La Direzione generale dell’ambiente Ue conclude: «L’innovazione è la linfa vitale della crescita verde, al pari dell’ecologizzazione del sistema finanziario. La nascita di soluzioni nuove e innovative (quali il finanziamento ai rivenditori, il finanziamento delle scorte di magazzino, il leasing finanziario, il factoring o il finanziamento collettivo) è la prova che il settore finanziario si sta impegnando a rispondere alle esigenze dei nuovi modelli imprenditoriali. Ora è necessario incoraggiare questi primi passi e portarli a un aumento di scala, perché gli investimenti verdi sono a tutti gli effetti investimenti solidi».