Il più celebre economista ecologico al mondo inaugura il nuovo think tank di greenreport.it

L’economia ecologica contro la crisi. L’orizzonte? Herman Daly: «Uno stato stazionario»

[30 settembre 2013]

L’economia di stato stazionario ha una lunga tradizione storica, che passa da giganti come John Stuart Mill fino ad arrivare ai più recenti lavori condotti da Herman Daly ed altri economisti ecologici. Professore, com’è possibile riassumere questo modello?

«L’economia di stato stazionario è definita come un modello caratterizzato da stock costanti di ricchezza materiale (artefatti) e persone, ciascuno mantenuto a un certo livello desiderabile mediante un basso tasso di produttività: ciò significa un basso tasso di natalità corrispondente a un basso tasso di mortalità, nonché bassi tassi di produzione materiale corrispondenti a bassi tassi di ammortamento dei beni materiali, in modo tale che la longevità delle persone e la durata degli stock di beni siano elevate. Il flusso produttivo, inteso come il costo di mantenimento delle scorte, inizia con l’estrazione (sfruttamento) delle risorse a bassa entropia in entrata e termina con una pari quantità di rifiuti ad alta entropia (inquinamento) in uscita. La produttività deve rimanere entro le capacità di rigenerazione e assorbimento dell’ecosistema».

Ormai sei anni di crisi sono passati, invocando come soluzione il ritorno della crescita dell’economia e dei consumi: un desiderio che non si è affatto realizzato, almeno in Italia. In questo contesto, qual è la proposta di un’economia dello stato stazionario? 

«La soluzione non può più essere la crescita, poiché oggigiorno la crescita continua si è rivelata antieconomica. Essa infatti determina un incremento dei costi ambientali e sociali con un ritmo più veloce rispetto ai benefici produttivi, rendendoci complessivamente più poveri. La povertà deve essere combattuta principalmente attraverso ridistribuzione della ricchezza e del reddito, maggiore produttività delle risorse e un approccio più etico».

Qual è il suo giudizio della politica economica “green” dell’amministrazione Obama – che sta tentando anche di rilanciare il manifatturiero Usa e investe miliardi di dollari nello studio del cervello umano – e sulla politica Ue, fondata invece sull’austerità come unica ricetta per uscire dalla crisi?

«Gli Stati Uniti e l’Unione Europea sono ancora due economie improntate alla crescita. Esse adottano politiche diverse, comunque finalizzate alla crescita. Tuttavia, dal momento che al giorno d’oggi la crescita è antieconomica, entrambe si rivelano inefficaci».

L’intervista prosegue con una lunga risposta che è un breve saggio a firma di Herman Daly sull’economia ecologica e la sfida del lavoro: leggila qui

Traduzione a cura di Valentina Legnani, Valentina Legnani Traduzioni