Economia del mare: occupazione e sviluppo sostenibile nel Mediterraneo con Bluemed

Incentivare lo sviluppo dell’innovazione e della crescita blu sostenibile

[6 giugno 2017]

Al Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) si è tenuto il primo evento nazionale del progetto Bluemed – Reasearch and Innovation Initiative for Blue Growth and Jobs in the Mediterranean Area, coordinato dal Cnr e finanziato dall’Unione europea con circa 3 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon 2020, Al Cnr spiegano che «Bluemed vede il coinvolgimento di 11 partner internazionali e svolge un’azione di supporto all’omonima iniziativa politica riguardante lavoro e sviluppo nel Mediterraneo e individuata a livello nazionale tra le priorità del Programma nazionale per la ricerca (Pnr)».

L’iniziativa di lancio del progetto è servita a presentare gli obiettivi di Bluemed e ad avviare l’incontro sui temi della blue growth tra decisori politici, comunità scientifica, imprese e società civile, rappresentanti di settori diversi che lavoreranno insieme per rendere operativa l’agenda strategica per la ricerca e innovazione Bluemed Sria.

L’obiettivo principale di Bluemed è incentivare lo sviluppo dell’innovazione e della crescita sostenibile, favorendo una sinergia di scopi e know-how fra gli investitori degli Stati Ue nel Mediterraneo e con gli altri stati Ue ed extra-Ue. La giornata si è svolta su più sessioni, a cura di Fabio Trincardi e Margherita Cappelletto, con la collaborazione del progetto Marina. Tra i relatori, Marco Mancini, Miur; Franco Terlizzese, Mise; Fabio Fava, Chair dello Strategic Board della Bluemed Initiative; Maria Cristina Pedicchio, Ogs; Caterina Praticò, Conisma; Martina Rossi, Mare Fvg; Mario Sprovieri, Cnr; Andrea Barbanti, Cnr. Il prossimo appuntamento è previsto per il 3-5 luglio 2017 in Francia, a La Seyne-sur-Mer, dove si terrà un workshop su infrastrutture di ricerca e il primo incontro sulle piattaforme condivise.

Intervenendo all’evento, il presidente del Cnr, Massimo Inguscio, ha sottolineato che «Il Mediterraneo è diventato un luogo di crisi, di conflitto, di tragedie, a causa di scenari macroeconomici condizionati anche dai disastri determinati dai cambiamenti climatici in atto e di condizioni geopolitiche molto problematiche. L’economia del mare, la “crescita blu” in tutte le sue forme e manifestazioni, è una delle risposte possibili per creare, attraverso la diplomazia scientifica, pace, inclusione e la partecipazione attiva di tutti i paesi e popoli del Mediterraneo alla ricerca, allo sviluppo occupazionale ed economico sostenibile dell’area. In questo contesto l’Italia può e deve giocare un ruolo fondamentale per ovvie ragioni interne ed esterne, inclusa la possibilità di utilizzare l’economia del mare per dare respiro e prospettiva al proprio sistema socio-economico. Basti pensare che il Mediterraneo, con 400 siti Unesco, è il secondo mercato più grande al mondo per le navi da crociera, ospita circa 450 tra porti e terminal, le sue coste sono popolate da almeno 300 milioni di persone nella stagione turistica e ha istituito oltre 230 aree marine protette. Bluemed è uno stimolo verso una politica nazionale del mare proiettata e inserita nello scenario mediterraneo, che deve coinvolgere tutte le parti, i governi e varie istituzioni dei tanti paesi sul mediterraneo, l’intera comunità marino-marittima nazionale partendo dal mondo della ricerca».