Edilizia (in)sostenibile, le spese per energia valgono 10 volte tanto la manovra Imu

Eco-bonus hanno prodotto nel 2013 19 miliardi di investimenti, garantendo oltre 280mila posti di lavoro

[25 febbraio 2014]

I dati del Rapporto Riuso03 del Cresme, proposto da Ance, CNAPPC e Legambiente, sono coerenti con il bilancio tracciato dallo stesso Cresme insieme al Servizio Studi della Camera dei Deputati, nonché con l’azione che la VIII Commissione Ambiente della Camera sta portando avanti, sugli incentivi per ristrutturazioni ed eco-bonus in edilizia: la misura di gran lunga più importante messa in campo per l’occupazione nel 2013.

Gli sgravi fiscali per ristrutturazioni ed eco-bonus hanno infatti prodotto lo scorso anno 19 miliardi di investimenti, garantendo oltre 280mila posti di lavoro, tra diretti e indotto. Già il presente (66,4%) e ancor più il futuro dell’edilizia non è legato a un ulteriore consumo di suolo, ma al riuso e alla rigenerazione del patrimonio esistente e delle nostre città, al risparmio energetico, alla sicurezza antisismica: basti ricordare che circa il 60% delle scuole italiane è stato costruito prima dell’emanazione delle norme antisismiche. Anche per questo è strategico stabilizzare il credito di imposta per il risparmio energetico in edilizia e gli interventi di consolidamento antisismico.

Colpisce poi che i consumi termici ed elettrici delle case valgano 45,2 miliardi di euro l’anno: più di dieci volte la manovra dell’Imu. Abbatterli può portare alle famiglie un risparmio ben maggiore. Basti ricordare che nel 2012 gli italiani hanno pagato in media sulla prima casa 235 euro di Imu, mentre tra una casa costruita bene e una casa costruita male passano 1.500 euro di bolletta energetica. E anche per quanto riguarda gli edifici pubblici, secondo il Consip, la spesa energetica è maggiore di 5 miliardi di euro annui, di cui 1,3 imputabili alle sole scuole.

Questi temi sono sempre stati tra le priorità della Commissione Ambiente della Camera e, per quanto in mia possibilità, mi impegno a fare in modo che siano anche al centro dell’azione del nuovo Governo.

di Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera