Efficienza energetica, l’Italia non rispetta la Direttiva e finisce nel mirino Ue

Il commissario Ue all’Energia chiede al governo chiarimenti su ben 35 punti problematici

[25 marzo 2015]

Miguel Arias Canete, commissario europeo all’Energia, ha inviato al governo italiano una lettera ufficiale per richiamarlo all’ordine: l’Italia fa ancora troppo poco in materia di efficienza energetica. Come rendono noto Legambiente, Kyoto Club e Coordinamento Free, nella lettera (disponibile in allegato) il commissario Ue contesta i ritardi e le contraddizioni relative al recepimento della Direttiva europea 2012/27 (avvenuto in Italia lo scorso luglio con decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102).

Le critiche rispetto al mancato o non corretto recepimento – spiega il trio di associazioni – vanno dagli audit per capire lo stato di salute energetico delle abitazioni ai sistemi di trasmissione dell’energia, fino alla tutela della corretta informazione dei cittadini sui consumi e i risparmi alla distribuzione di energia. Nel mirino anche le misure volte ad eliminare gli ostacoli di ordine regolamentare e non regolamentare all’efficienza energetica e le misure per agevolare, attraverso strumenti finanziari, gli interventi di efficienza energetica.

«Eppure – sottolineano Legambiente, Kyoto Club e Coordinamento Free – tutti gli studi e  i rapporti dimostrano senza possibilità di smentita che i cittadini e le imprese italiane avrebbero vantaggi enormi se si puntasse decisamente in questa direzione, perché si ridurrebbero la spesa energetica e le importazioni, migliorerebbero le prestazioni ambientali e si creerebbe lavoro attraverso l’innovazione. Ci auguriamo che questo ennesimo avvertimento da parte di Bruxelles sia decisivo per far finalmente capire al Governo Renzi quanto sia nell’interesse dell’Italia scegliere la strada dell’efficienza energetica».

Entro 60 giorni, proprio il governo dovrà rispondere della questione alla Commissione Ue: sono ben 35 i punti problematici riscontrati dagli uffici di Canete per quanto riguarda l’efficienza energetica. In ambito di infrazioni ambientali siamo già i numeri uno in Europa, e tutto serve all’esecutivo italiano fuorché incorrere in nuove e salatissime multe europee.

 

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