Entro il 2023 la geotermia toscana potrebbe contare su 100 MW in più

Una possibilità che si realizzerà però solo «se ci saranno le condizioni», spiega Massimo Montemaggi di Enel Green Power

[6 novembre 2017]

L’evoluzione che ha portato la Valle del diavolo toscana a divenire un paradiso per le energie rinnovabili di levatura mondiale rappresenta processo ancora oggi in evoluzione, che necessita di essere governato. Oggi la geotermia toscana targata Enel Green Power conta 766 i MW installati in 37 gruppi di produzione, capaci di produrre 5,9 TWh (quanto basta per soddisfare il 30,78% dei consumi elettrici toscani), con 570 km di vapordotti presenti sul territorio. Quanto basta per dare lavoro diretto a 740 persone e lavoro indiretto ad un altro migliaio, contribuendo al contempo a tagliare le emissioni climalteranti per tutta la Toscana.

Ma nel prossimo futuro? «Le ricerche già effettuate mostrano altri 100 MW di potenziale sviluppo per la geotermia toscana, capaci di fornire 1 ulteriore TWh. Potremmo realizzare questi impianti entro il 2023», ha spiegato il responsabile geotermia Enel Green Power Massimo Montemaggi (nella fotodurate il XIV Forum internazionale dell’informazione per la salvaguardia della natura organizzato da Greenaccord. Si tratta però di potenzialità, che si realizzeranno «se ci saranno le condizioni».

Il che significa anche migliorare l’accettazione sociale della coltivazione geotermica, che soprattutto nell’area dell’Amiata incontra talvolta difficoltà. «Con tutti gli amministratori delle tre province toscane dove abbiamo impianti e a livello istituzionale siamo in ottimi rapporti – aggiunge Montemaggi – I territori ci chiedono ulteriori investimenti. È vero, soprattutto sull’Amiata ci sono anche comitati che non vogliono nuovi sviluppi: è un tema che affrontiamo e non ci nascondiamo. Non temiamo il confronto e quando ci chiamano andiamo sempre. Parliamo, ma oltre un certo limite è difficile convincere tutti».

L’importante è che siano chiari alla collettività i costi e i benefici da pesare sul piatto della bilancia, e le possibilità che esistono perché dal confronto escano tutti vincitori: maggiore coinvolgimento negli appalti geotermici delle imprese locali ad esempio, e ancora più alti investimenti nella sostenibilità degli impianti o nelle possibilità di diversificazione economica offerte dalla geotermia. Possibilità che esistono, e che spetta ai media saper presentare adeguatamente al pubblico.

«Ormai è difficile dibattere di un’energia naturalmente presente sul territorio come la geotermia in modo tecnico, prevale l’onda delle emozioni – conclude il sindaco di Pomarance – Il Forum è un’occasione unica perché permette a voi giornalisti di osservare la realtà dei fatti. Siatene testimoni».