Eolico, dove mettere le pale? Un nuovo software trova il posto giusto

[1 luglio 2014]

Secondo l’European wind energy essociation  (Ewea)  l’eolico nel 2013 copriva circa l’8% del fabbisogno di elettricità dell’Ue: una tecnologia matura, che non è ancora in grado, però, di sfruttare il suo potenziale perché alcune associazioni ambientaliste e comitati locali si dichiarano contrarie, spesso con ragioni risibili, per il rumore, le interferenze nelle telecomunicazioni o l’impatto sugli ecosistemi e/o per l’avifauna e i pipistrelli.

Dove mettere le pale eoliche sta diventando un problema, ma qualcuno ha pensato di risolverlo con un unico software. E’ nato così il  progetto Software for the Optimal Place CAlculation for WIND-farms (Sopcawind) che  ha sviluppato un nuovo software per ottimizzare il posizionamento dei parchi eolici in Europa, «tenendo conto di vari criteri quali l’energia eolica, le caratteristiche ambientali locali, possibili interferenze con i sistemi di comunicazione, il rumore, l’esposizione al sole delle abitazioni vicine, l’impatto visivo o addirittura la presenza di reperti archeologici».

Il software, che è il primo a integrare un database così complesso e multidisciplinare,  è stato presentato ad Ewea 2014 ed il bollettino scientifico dell’Ue Cordis spiaga che «Mira a facilitare la progettazione dei parchi eolici, assicurando che nel processo di progettazione del parco eolico vengano presi in considerazione tutti gli aspetti sopra citati, evitando così problemi post-costruzione e riducendo i costi. Diverse parti interessate dei settori pubblico e privato hanno fornito dati preziosi per alimentare il sistema».

Daniel de la Vega del gruppo TSR (Signal Processing and Radiocommunications Group) di Tecnalia, sottolinea che «Grazie a questo strumento, in primo luogo il processo di progettazione del parco eolico è molto più fluido. In secondo luogo, lo sviluppatore sa in anticipo se c’è qualche problema e può quindi includere modifiche nel parco eolico al fine di evitarli, e questo è importante».

Al consorzio Sopcawind, del quale oltre a Tecnalia fanno parte anche altre due imprese spagnole (Upv/Ehu e Eurohelp Consulting), una tedesca (Anemos), una belga (3E) ed una ungherese (Geox KFT), dicono che «Individuare opportunità di sviluppo e ottimizzare il design dei parchi eolici richiede infatti una conoscenza approfondita della legislazione locale, dei vincoli di sviluppo e una profonda conoscenza dello scambio tra il costo e il rendimento di produzione. Sopcawind accelera il processo rendendolo meno costoso, eseguendo operazioni che finora richiedevano la combinazione di costosi strumenti software».

Tecnalia, guida il progetto, mentre TSR ha contribuito a creare gli algoritmi che consentono una valutazione approfondita del possibile impatto sui radar, sui sistemi di navigazione aerea e su altre telecomunicazioni. De la Vega  sottolinea. «Anche se l’interferenza non è comune, un parco eolico può alterare un segnale radar a 10-20 chilometri di distanza. Poiché questi studi di impatto sono condotti prima che il parco eolico venga costruito, consentono di rilevare l’interferenza potenziale – se e dove esiste – e così lo sviluppatore del parco eolico sarà in grado di includere modifiche nella progettazione del parco eolico al fine di evitare teli inconvenienti».

Tecnalia comnclude: «Oltre a ottimizzare la progettazione dei parchi eolici e a ridurre il tempo necessario per intraprendere gli studi di fattibilità, il progetto dovrebbe avere un impatto sulla futura legislazione in materia di interferenza delle telecomunicazioni. La caratterizzazione del segnale emesso dalle turbine eoliche sulla banda UHF e del suo impatto sulla qualità del segnale televisivo, potrebbe essere utilizzata per l’elaborazione della futura regolamentazione internazionale».