L’eolico tra nuove prospettive mondiali e vecchie paure italiane

[4 novembre 2015]

eolico hoffshore germania

L’industria mondiale dell’eolico si avvia a segnare il secondo record consecutivo: nel 2015 saranno installati circa 59 GW di nuova potenza, ben 7 in più dei 52 GW connessi nel 2014. La previsione, rivista verso l’alto per la forte crescita in corso in Nord America e Asia, arriva da FTI Consulting. Canada, Stati Uniti e Cina infatti stanno oltrepassando le aspettative, con una stima per il Nord America rivista al rialzo del 12,5%. Tra il 2015 e il 2019, valuta la società di consulenza, l’incremento di potenza eolica installata si attesterà plausibilmente in 264 GW, il 5,6% in più rispetto alle previsioni stilate a inizio anno. Addirittura, spostando la lancetta delle previsioni di uln altro quinquennio e fissandola al 2024, il dato previsionale sale ad un sorprendente +592 GW.

Eppure, nonostante un outlook a livello globale estremamente positivo, in Italia la situazione registra una incredibile serie di continue battute d’arresto che mal si conciliano con l’attuazione delle politiche di sviluppo energetico (da fonti rinnovabili) e con la certezza del diritto auspicata da chi vuol investire in questo settore. E se da un lato si registrano buone notizie, come il recente sblocco in Puglia, da parte del Consiglio di Stato, di 9 parchi eolici offshore, in altri scenari le cose non sembrano andare davvero per il verso giusto.

In Sardegna, ad esempio la Regione ha detto no al Parco eolico Medio Campidano nei comuni di San Gavino Monreale, Villacidro e Sanluri. La decisione che ha portato al giudizio negativo sulla compatibilità ambientale è stata presa nella seduta di mercoledì scorso della Giunta, sulla delibera proposta dall’assessore della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano. L’ultima versione progettuale proposta dalla società Medio Campidano Eolica Srl prevedeva un parco con un totale di 34 aerogeneratori, di cui 32 nel territorio di San Gavino Monreale e due in quello di Villacidro, per una potenza complessiva di 112,2 Mw. «La realizzazione del progetto del parco eolico produrrebbe una forte criticità per l’ambiente e il paesaggio, compreso quello di interesse archeologico – sottolinea l’assessore Spano – Verrebbe compromessa la tutela ambientale, che per noi è una priorità. Gli uffici hanno tenuto conto del parere negativo della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio e delle recenti linee guida delle aree e dei siti della Sardegna individuati come non idonei all’installazione di impianti eolici». Agli investitori rimane a questo punto la possibilità di fare ricorso al TAR cercando di far valere le stesse ragioni che hanno fatto vincere il ricorso nel caso pugliese.

Ma pur quando non ci si mettono di mezzo le norme e le loro interpretazione, a volte a mettere i bastoni tra le ruote alle pale eoliche sono anche fatti di cronaca, nera come in questo caso.

A Civitaluparella, in provincia di Chieti, l’opposizione al previsto parco eolico “Tre comuni” ha fatto il salto di qualità, adesso siamo giunti alle intimidazioni ed agli atti vandalici. La Enerm srl, società lancianese che ha presentato lo studio di VIA comincia ad avere davvero paura. Dal gennaio 2014 ad oggi sono già tre gli atti vandalici subiti alle strumentazioni per il rilievo di dati anemometrici al fine di installare dodici pale eoliche tra i comuni di Civitaluparella, Montebello sul Sangro e Montelapiano. Il progetto è quello di un parco eolico di una potenzialità stimata di 36 megawatt elettrici. Ad oggi la società, pur avendo subito danni per oltre 70.000 euro, continua a insistere nel suo percorso, denunciando i vandalismi. Ma per quanto?

Pare proprio che in Italia, tra ostacoli politici e atti vandalici, per l’eolico tiri proprio una brutta aria.