Promuovere processi produttivi migliori, utilizzando materiali durevoli e riciclabili

Fabbrica intelligente, le aziende italiane chiedono sostenibilità per il loro futuro

Sette richieste per il manifatturiero presentate al governo dai protagonisti sul territorio

[12 dicembre 2014]

Il Cluster nazionale Fabbrica intelligente (Cfi), associazione di 300 tra grandi, piccole e medie aziende, università e enti di ricerca, ha appena consegnato al ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca e dello Sviluppo economico un documento strategico di roadmapping «con 7 linee guida per dare nuovo impulso al manifatturiero italiano e per raggiungere gli obiettivi di Europa 2020».

Cfi sottolinea che «con un fatturato superiore ai 900 miliardi di euro, oltre 425 mila imprese e 4 milioni di addetti, il manifatturiero italiano è uno dei più importanti d’Europa, secondo solo a quello tedesco». Ma per raggiungere i  5 obiettivi di Europa 2020 il nostro Paese ha ancora molta strada da fare: gli obiettivi sono infatti l’innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni); aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione al 3% del Pil dell’Ue (pubblico e privato insieme); riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990; 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili; aumento del 20% dell’efficienza energetica; riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10%; aumento al 40% dei 30-34enni con un’istruzione universitaria; almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà e emarginazione in meno..

Il  un documento con 7 linee d’intervento che il Cfi ha presentato al Governo punta a rilanciare la nostra manifattura, settore nel quale l’Italia è il sesto Paese al mondo per valore aggiunto. «La prima linea d’intervento (Sistemi produttivi per la produzione personalizzata) intende sviluppare un sistema di produzione intelligente per realizzare prodotti ritagliati sulle singole esigenze della clientela, come avviene ad esempio con le stampanti 3D – spiegano al Cfi – La seconda linea (Strategie, metodi e strumenti per la sostenibilità industriale) vuole promuovere processi produttivi più sostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale, utilizzando materiali durevoli e riciclabili». Tra le priorità del Cfi c’è anche «la valorizzazione delle competenze dei lavoratori, aumentandone benessere, produttività e soddisfazione (Sistemi per la valorizzazione delle persone nelle fabbriche)».

Inoltre, «per le aziende è importante sviluppare sistemi produttivi ad alta efficienza per minimizzare i costi di produzione e aumentare la qualità del manifatturiero (Sistemi di produzione ad alta efficienza). Per una nuova manifattura è necessario creare sistemi per la produzione di materiali innovativi, come i biomateriali o i micro e nano componenti (Processi produttivi innovativi). È imprescindibile che le aziende sviluppino sistemi produttivi intelligenti per adattarsi ai rapidi cambiamenti del mercato e della tecnologia (Sistemi di produzione evolutivi e adattativi)».

La settima linea d’intervento di Cfi (Strategie e management per i sistemi produttivi di prossima generazione) «ha l’obiettivo di sviluppare nuove strategie di produzione e di gestione di reti industriali, grazie a soluzioni ICT di pianificazione, monitoraggio, previsione e misurazione».

Il Cluster ha presentato ai ministeri lo stato di avanzamento di 4 progetti, che prevedono lo sviluppo di attività di ricerca industriale e formazione del valore di circa 43 milioni di euro. Si tratta di progetti realizzati in cooperazione da aziende, centri di ricerca e atenei capitanati da un referente industriale e da un responsabile scientifico.

Il presidente di Cfi, Tullio Tolio, ha spiegato che «i primi quattro progetti di ricerca e formazione del Cluster già avviati si ispirano alle 7 linee d’intervento e alle loro rispettive priorità di ricerca, creando un network virtuoso tra mondo della ricerca applicata e mondo della ricerca industriale. Ciò in linea con la missione del Cluster che è quella di riunire tutte le differenti e complementari anime del manifatturiero italiano, industriale, degli enti di ricerca, delle Università e delle Associazioni, per proporre, sviluppare e attuare una strategia di crescita basata sulla ricerca e sull’innovazione».

Ecco i progetti del Cluster nazionale Fabbrica intelligente:

Sustainable manufacturing, il cui referente industriale è l’azienda varesina Finnord e il responsabile scientifico è il professor Tullio Tolio (ITIA-CNR), punta a introdurre nei sistemi produttivi, processi che minimizzino gli impatti ambientali negativi, e facciano risparmiare energia e risorse naturali.

Adaptive manufacturing, si propone di sviluppare tecnologie e soluzioni che rendano le fabbriche flessibili ed efficienti, in grado di adattarsi rapidamente ai veloci cambiamenti del mercato. Alla sua guida vi sono SCM Group di Rimini, in qualità di referente industriale, e il professor Cesare Fantuzzi dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia in veste di responsabile scientifico.

Smart manufacturing, sta sviluppando l’utilizzo di tecnologie digitali per rendere le aziende manifatturiere più competitive, produttive e reattive alle necessità del mercato. Il referente industriale è Siemens Italia, mentre il responsabile scientifico è il professor Marco Taisch del Politecnico di Milano.

High performance manufacturing, sta lavorando sul settore dei beni strumentali per l’industria, con l’obiettivo di sviluppare macchine e sistemi di produzione che contribuiscano al concetto di “fabbrica intelligente”, inteso come centro produttivo sostenibile e competitivo in grado di fronteggiare efficacemente i rapidi cambiamenti del settore. Il referente industriale è la piacentina MCM Machining, mentre il responsabile scientifico è Michele Monno, del Politecnico di Milano e del Consorzio MUSP.