Fame e malnutrizione, non c’è più tempo da perdere per invertire i trend negativi

Epidemia di obesità in un mondo dove aumentano gli affamati. Il diritto di tutti a mangiare cibi sani

[16 ottobre 2018]

Aprendo il Committee on World Food Security (Cfs) in corso a Roma fino al 19 ottobre, il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, ha detto che «Abbiamo ancora un po’ di tempo per affrontare l’impegno globale per eradicare la fame, ma sono necessarie azioni urgenti per affrontare il recente aumento del numero di persone affamate. Non c’è tempo da perdere. Se la fame non verrà eradicata, il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile sarà messo a repentaglio, Questo significa che se la povertà non sarà eradicata, le risorse naturali continueranno a degradarsi e la migrazione forzata aumenterà ulteriormente».

Al Cfs di Roma partecipano anche rappresentanti della società civile, delle imprese e altri stakeholders e  le sessioni del Committee on World Food Security si concentreranno sul miglioramento dei sistemi alimentari e nutrizionali, sulle linee guida sul diritto  all’alimentazione  e su più di  50 eventi collaterali  che affronteranno diversi problemi. come i cambiamenti climatici, l’urbanizzazione, le donne nelle aree rurali, la trasformazione dei prodotti alimentari, l’agro-ecologia e la gestione del bestiame.

In particolare la discussione verte sulle Linee guida volontarie sui sistemi alimentari e la nutrizione, che dovrebbero essere approvate nel 2020. La Fao spiega che «Queste linee guida hanno lo scopo di aiutare i governi e i partner a migliorare i sistemi alimentari, renderli più sostenibili, in linea con i credi, le culture e le tradizioni delle persone, e  a garantire che vadano a  beneficio delle persone più vulnerabili. Sono progettate per sviluppare un approccio olistico, tenendo conto della frammentazione delle politiche esistenti tra cibo, agricoltura e settore sanitario».

Le linee guida  Cfs si concentreranno in partecipare su tre aspetti: catene di approvvigionamento alimentare, dalla produzione alla trasformazione, attraverso l’imballaggio e il marketing, ma anche attraverso l’ambiente alimentare, gli aspetti culturali e fisici e condizioni sociali che condizionano le scelte alimentari e lo stato nutrizionale delle persone, così come il comportamento dei consumatori che è influenzato dai primi due fattori e dalle preferenze personali.

Il presidente del Cfs, Mario Arvelo, ha detto che «il nostro programma è estremamente ambizioso. La Cfs deve  intensificare i colloqui, , fornire consulenza e sviluppare concrete politiche alimentari. “Se usciremo vittoriosi da questa battaglia, se nel 2030 ogni persona in ogni Paese si troverà in una situazione di sicurezza alimentare sostenibile, sarà un punto di svolta nella storia. Abbiamo soluzioni per migliorare la condizione umana».

Secondo il  rapporto “ 2018 The State of Food and Agriculture Migration, Agriculture and Rural Development” (SOFA) appena ubbblicato, «L’anno scorso circa 821 milioni di persone, o una persona su nove sul pianeta, sono state colpite dalla fame, segnando il terzo aumento consecutivo».

Da Silva ha sottolineato che nel SOFA  «Ci sono molte informazioni sulla distribuzione geografica della fame e sui suoi fattori chiave, inclusi fattori climatici e i conflitti prolungatii, che hanno avuto l’effetto di compromettere seriamente i raccolti degli agricoltori di sussistenza. Migliorare i mezzi di sostentamento dei poveri nelle aree rurali e rafforzare la loro capacità di recupero in tempi di disastri e conflitti è essenziale». David Beasley, direttore esecutivo del World Food Programme, ha aggiunto «Dobbiamo lavorare davvero per porre fine ai conflitti».
Ma nel mondo si stanno diffondendo anche altre forme di malnutrizione, tra cui l’obesità, che colpisce il 13,3% della popolazione adulta mondiale e sta per superare il numero di persone denutrite in tutto il mondo. La cosa paradossale è che 8  dei 20 Paesi che mostrano gli aumenti più rapidi dei livelli  di obesità sono in Africa.

Da Silva ha concluso: «Sovrappeso e obesità devono far parte delle politiche pubbliche, non è un problema privato. I governi devono essere responsabili e fornire cibo sano, nutriente, accessibile e conveniente per tutti. Queste politiche richiedono una legislazione nazionale e programmi mirati per promuovere il consumo di prodotti locali freschi. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile richiede il rafforzamento e l’espansione dei partenariati e del Cfs, che riunisce una vasta gamma di parti interessate e offre un’opportunità di dialogo unica».