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Far uscire Livorno dalla crisi? Per Lorenzo Bacci la cura è fortissimamente Porto-Interporto-Industria

[30 dicembre 2014]

L’assenza concreta di una programmazione realmente condivisa, nonostante i pur meritevoli accordi del passato sulla piattaforma logistica costiera, ha determinato in questi anni una crescente incapacità di attrarre a Livorno nuovi investimenti in grado di compensare i vuoti produttivi dovuti al venire meno del modello economico basato sulla grande industria, per di più a partecipazione statale. Parimenti, la relativa assenza di una cultura d’impresa medio-piccola, che in altre zone della Toscana rappresenta l’opportunità che tiene in piedi più di un sistema economico locale, ha continuato a essere un fattore di scarsa competitività per il nostro territorio.

Fin dal 2009, con le scelte messe in campo da Collesalvetti, abbiamo cercato di mettere al centro della discussione una visione veramente integrata dell’area Livornese, visione che vede nell’integrazione Porto-Interporto il principale ingrediente che può aumentare la competitività del sistema livornese. Il consenso e la condivisione rispetto a questa intuizione politica sono cresciuti, tanto da vedere nel decreto “Salva Italia” (2011) il suggello rispetto alla necessità di programmazione strategica condivisa tra Porti e Interporti e negli strumenti di programmazione dell’Autorità Portuale di Livorno una puntuale individuazione delle interazioni necessarie e possibili. È infatti naturale che un sistema come l’Interporto di Guasticce, data l’estrema vicinanza e la facilità di comunicazione, rappresenti il naturale retroporto dello scalo labronico, con tutte le opportunità che questo innegabile aspetto rappresenta in termini di competitività e ottimizzazione delle attività portuali.

Dunque condividiamo fortemente l’idea di mettere al centro dell’Accordo per Livorno una infrastruttura come la Darsena Europa, che assicura la competitività di prospettiva allo scalo labronico con una valorizzazione ulteriore delle aree retroportuali.

Attraverso atti di pianificazione urbanistica sviluppati negli scorsi anni da Collesalvetti abbiamo cercato di aprirci verso nuove opportunità: con la variante al Piano Strutturale abbiamo infatti introdotto per la prima volta sulle aree dell’Interporto di Guasticce la possibilità di accogliere funzioni di tipo industriale oltre alle preesistenti funzioni logistiche. Da qui la prima opportunità localizzativa che può essere sfruttata immediatamente e che troverà spazio nell’Accordo per Livorno: 30 ettari di aree già primariamente urbanizzate, a destinazione industriale, in un contesto come quello interportuale che offre facilitazioni, anche fiscali, per gli investitori.

Le considerazioni sopra espresse non possono non generare una riflessione sulla questione infrastrutturale, a partire dal collegamento Porto-Interporto, il collegamento ferroviario in scavalco del nodo di Livorno-Calambrone che troverà finalmente completamento rappresentando una realizzazione che va ben oltre l’intrinseca funzione di raccordo operativo (in ottica Darsena Europa, quanto mai necessario per bufferizzare i volumi crescenti).

Le infrastrutture ferroviarie rappresentano una forte opportunità per il nostro territorio: basti pensare al fatto che a breve ci troveremo ad essere nelle condizioni di avere un terminal ferroviario direttamente in Darsena Toscana e, ad oggi, di porti dotati di queste infrastrutture in banchina, ne esistono pochissimi (in Europa solo Anversa). Nell’arco di 3-4 anni, con la Darsena Europa da un lato ed i treni in banchina dall’altro potremmo aver trasformato il Porto di Livorno, da porto di Serie B, al porto europeo più competitivo di tutto il Mediterraneo.

Sempre a proposito di rete ferroviaria, dentro l’Accordo troverà infine risoluzione il collegamento dell’Interporto alla Pisa-Collesalvetti-Vada, opportunità sia per l’alleggerimento dei traffici in direzione alta capacità, ma anche per l’industria ferroviaria presente in zona, che potrebbe sfruttare per sviluppi ulteriorianche nel campo dei collaudi. Con questa interconnessione si sancirà definitivamente una prospettiva di area vasta, con il collegamento tra aree che possono trovare, da Rosignano a Pisa passando per Collesalvetti a Cascina, quelle sinergie che fanno la differenza. Traguardare quindi un impiego più massivo della Pisa-Vada ed il suo raccordo con Interporto, è sicuramente azione virtuosa. Esempio ne è l’interconnessione operativa su ferro che già dal luglio 2013 sta collegando l’autoparco del Faldo con clienti che hanno sede in Repubblica Ceca.

Una rappresentazione completa delle questioni strategiche che interessano l’area livornese non può e non deve però prescindere dalla corretta gestione territoriale della piana che va appunto da Livorno a Pontedera e interessa i Comuni di Collesalvetti, Pisa e Cascina. La questione principale è rappresentata dalla messa in sicurezza idraulica, aspetto che ha visto la Regione Toscana mettere in campo, con il relativo Accordo di Programma per lo Scolmatore dell’Arno, uno strumento operativo importantissimo. La gestione territoriale impone di continuare a percorrere la strada che si è intrapreso per la messa in sicurezza dello Scolmatore dell’Arno, un’opera che presenta molteplici aspetti positivi, sia per la piana di Guasticce che per il Porto di Livorno. La prospettiva di sicurezza può sicuramente rendere disponibili aree strategiche oggi non fruibili.

Infine, nella prospettiva di rilancio del territorio, risulta quanto mai opportuno descrivere brevemente quelle filiere che possono, in questo momento, andare in controtendenza rispetto alla crisi di altri settori:  in primis, la logistica integrata, che può addirittura attirare nuova attività produttiva come dimostrano i successi degli operatori logistici di livello internazionale che lavorano in sinergia con colossi oil& gas presenti sul nostro territorio che hanno visto incrementare i propri volumi anche a livello operativo. Altro settore che ha visto un crescente sviluppo è stato il settore ferroviario, con aziende che operano per Breda, Ansaldo, Bombardier, Trenitalia sia nell’ambito esecutivo della manutenzione dei rotabili, fino ad arrivare all’eccellenza progettuale per componenti particolari. Il settore chimico/energetico, infine, con la presenza imprescindibile di Eni, rappresenta quel serbatoio di capacità industriali che è risorsa indispensabile per la vita economica del nostro territorio. E’ quindi evidente che elementi di politica industriale sono quanto mai necessari per indirizzare quello che inevitabilmente si avvia ad essere un processo di reindustrializzazione.

In questo percorso, l’obiettivo dovrà sempre e solo essere quello di anteporre l’interesse generale agli interessi particolari, politici o amministrativi che siano: questa la “grande opera” che chiama in causa tutti, senza escludere nessuno, e che non può assolutamente essere data per scontata.

Interessi superiori a quelli del rilancio economico dell’area livornese sono spesso emersi più o meno velatamente da parte di chi pensa di utilizzare anche questa situazione come vetrina continua di campagna elettorale. Allora che sia chiara una cosa: qui non ci sono partiti politici, soprattutto tra quelli che hanno responsabilità di governo, anche a livello locale, che possano permettersi di trasformare questa opportunità unica ed irripetibile nell’ennesima occasione persa per Livorno.

Prendiamo esempio da chi, ad esempio la vicina Piombino, ha saputo lavorare in modo compatto e coeso, ottenendo dapprima credibilità, ascolto ed attenzione da parte di Regione e Governo ed, infine, quei risultati che oggi consentono alle famiglie della Val di Cornia di guardare al futuro con molta più fiducia. Questo chiedono alle Istituzioni e alla Politica tutta i cittadini livornesi. A noi il compito, irrimandabile, di cogliere il risultato più alto possibile.

Lorenzo Bacci, sindaco di Collesalvetti e segretario della Federazione PD di Livorno (in esclusiva per greenreport.it)