L’appello a governo e Parlamento

Fermiamo il consumo di suolo. Legambiente: «Approvare al più presto una legge»

Riqualificazione urbana, energetica e antisismica del patrimonio edilizio esistente

[7 ottobre 2013]

Legambiente ha lanciato oggi un appello al presidente del Consiglio Enrico Letta per chiedere a Parlamento e governo «una corsia preferenziale per discutere e approvare finalmente in questa legislatura una legge che fermi il consumo di suolo e premi, invece, la riqualificazione edilizia, energetica e antisismica del patrimonio edilizio esistente».  Secondo gli ambientalisti, «È ora di dire basta al consumo di suolo e di iniziare quella strada del cambiamento che si chiama rigenerazione urbana, un nuovo modo di concepire e tutelare il territorio e gli spazi urbani in chiave sostenibile».

Scelte che per il Cigno Verde sono nell’interesse dei cittadini  e che sarebbero in grado di rilanciare il settore delle costruzioni e l’economia del Paese e  presentate nel documento  “Fermare il consumo di suolo, rigenerare le città” che greenreport.it ha pubblicato qualche giorno fa e che è stato inviato alle Commissioni parlamentari e al governo, nel quale, oltre ad analizzare il Disegno di Legge su Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato”, approvato dal Governo il 15 Giugno, Legambiente propone integrazioni e modifiche normative per rafforzare l’efficacia dei controlli e spostare l’attenzione sulla rigenerazione urbana.

Edoardo Zanchini, vice-presidente di Legambiente, spiega che «Le nostre idee e proposte vogliono tenere insieme gli obiettivi di tutela e di riqualificazione del territorio ed incrociare alcune questioni come la grave crisi che sta vivendo  il settore delle costruzioni. E’ indispensabile lanciare un segnale chiaro al mondo dell’edilizia attraverso una Legge che sposti l’attenzione sulla rigenerazione urbana”. Nel documento Legambiente pone in particolare l’attenzione sulla necessità di un efficace monitoraggio del consumo di suolo, di limiti e controlli nei confronti dell’occupazione di suoli agricoli, di riuso del patrimonio non utilizzato e degradato, in modo da creare condizioni di vantaggio per una diffusa riqualificazione con obiettivi ambientali, energetici e antisismici e chiudere così il ciclo dell’espansione edilizia».

Secondo Damiano Di Simine, responsabile suolo di Legambiente, «Il suolo è un bene comune e una risorsa limitata e non rinnovabile. Una legge che voglia fermare il consumo di suolo deve agire sulle cause che lo determinano, che sono legate alla formazione della rendita immobiliare. Se vogliamo fermare il consumo di suolo, è obbligatorio favorire la rigenerazione urbana: occorre sviluppare un nuovo equilibrio tra fiscalità e incentivi che renda attraente, efficace e più semplice l’investimento nella città, impedendo che i capitali in fuga dalla città producono anonime urbanizzazioni e piastre commerciali ai danni di campagne, coste e spazi aperti».

In particolare, prendendo come punto di riferimento la normativa tedesca, il documento dell’associazione ambientalista propone in particolare di «Introdurre un contributo per il consumo di suolo e spostare le risorse sulla rigenerazione urbana» ed Legambiente sottolinea che «Occorre inoltre fermare la speculazione sulla proprietà e edificabilità dei suoli, stabilendo che i piani urbanistici debbano avere un ruolo di solo indirizzo, spostando ai piani attuativi la definizione dei diritti edificatori». 

Ma soprattutto il Cigno Verde è sempre più convinto che «Per cambiare le nostre città, spostando l’attenzione degli imprenditori edili verso la rigenerazione urbana, occorre semplificare e incentivare gli interventi nelle periferie per trasformarle in quartieri con parchi e spazi pubblici degni di questo nome, abitazioni a prezzi accessibili».