Festambiente ambasciatore dell’ecoturismo per le aree interne costiere della Liguria

Oltre 120 presenze ai laboratori di co-progettazione turistica per gli operatori turistici del Beigua realizzati grazie a ViviMed

[29 ottobre 2018]

C’è il Circolo Festambiente di Legambiente di Grosseto dietro a “Il Beigua dei borghi e dei sapori”, il prototipo di un’offerta turistica fondata sulla scoperta delle identità territoriali ed emersa durante le 4 sessioni di laboratori di co-progettazione turistica e una di coaching organizzate da ViviMed, il progetto europeo realizzato nell’ambito del programma Interreg Italia-Francia Marittimo e cofinanziato dal FESR, di cui l’associazione grossetana è responsabile per l’area ligure.

Al Cigno Verde grossetano spiegano che «Nell’individuazione dell’area pilota d’intervento, la scelta di Festambiente è andata sui 6 Comuni dell’entroterra del Parco del Beigua (Sassello, Rossiglione, Masone, Campo Ligure, Tiglieto, Stella) nelle provincie di Genova e Savona

, pur interessando, nella fase dell’identificazione dei possibili nuovi itinerari turistici, anche i Comuni costieri con territorio montano e Comuni limitrofi all’area del parco».

Angelo Gentili di Legambiente aggiunge che «Il Beigua ha molte affinità con la Maremma e con le aree montane della nostra Provincia. È un territorio complesso, penalizzato dal punto di vista della mobilità (specie quella pubblica), ma con splendidi borghi perfettamente conservati, prodotti artigianali e gastronomici unici realizzati ancora nel rispetto della tradizione che si fondono ad un patrimonio ambientale, tra i più rilevanti della Liguria, perfettamente conservato grazie alla presenza del Geo-Parco del Beigua, patrimonio Unesco. Questi ingredienti, però, non sono bastati, come per alcune delle nostre realtà, a impedire lo spopolamento di questi territori e frenare il calo turistico a seguito di un mercato globale che ha moltiplicato le offerte, ridotto le distanze e i costi e rivoluzionato le abitudini del turista. Con i Living Lab – prosegue Gentili – abbiamo invitato gli operatori locali (120 le presenze nei 5 laboratori) a “rimescolare” gli ingredienti e aggiungerne di nuovi con l’obiettivo di cercare una nuova “ricetta” che abbia al centro l’unicità del territorio, la scoperta e l’esperienza per una proposta di turismo attivo e immersivo, arricchendo la riflessione con gli esempi virtuosi del modello turistico sostenibile realizzato in Maremma attraverso la valorizzazione delle risorse del territorio. Da ciò è emersa l’esigenza di integrare la già articolata offerta turistica del Parco del Beigua con percorsi che abbiano al centro la riscoperta dei borghi e del patrimonio storico-monumentale, capaci di innescare sinergie con l’offerta gastronomica locale e quella artigianale e laboratoriale, tanto da poter essere racchiusa sotto il cappello Il Beigua dei borghi e dei sapori. Partiremo, quindi, da qui per affinare, in sinergia con il Parco del Beigua e il coinvolgimento di esperti di marketing turistico, gli itinerari emersi e avere una proposta spendibile dalla primavera 2019».

Soddisfatto anche il Presidente dell’Ente Parco Daniele Buschiazzo: «Il Parco del Beigua ha avviato in questi ultimi anni un percorso di valorizzazione sia della parte enogastronomica, col marchio ‘Gustosi per Natura’, sia dell’ospitalità presente sul proprio territorio col marchio per le strutture ricettive ‘Ospitali per Natura’, sia per la valorizzazione dei Borghi con l’adesione all’anno europeo del patrimonio culturale e ai progetti sulla rete museale. Gli elementi emersi coi Living Lab ci hanno quindi dato molti spunti per proseguire lungo questo cammino».

L’assessore regionale al turismo della Liguria, Giovanni Berrino, ha sottolineato che «I Parchi rappresentano una risorsa fondamentale per il turismo del nostro entroterra, per renderlo vivo e sempre più attrattivo in modo ambientalmente sostenibile. Con l’integrazione dell’offerta enogastronomica locale e di percorsi alla scoperta dei nostri borghi, è possibile puntare su un turismo esperienziale che oggi è molto apprezzato e ricercato, nell’ottica anche di una sempre maggiore destagionalizzazione dei flussi».

Anche per l’assessore regionale all’agricoltura e ai parchi Stefano Mai, «I Parchi sia per la loro funzione di coordinamento dei territori che per quella di tutela ambientale, devono diventare sempre più dei motori di sviluppo per l’agricoltura, il turismo e l’artigianato. Soprattutto per quello che riguarda il settore agricolo, la valorizzazione delle produzioni tipiche è uno stimolo in più per evitare l’abbandono dei territori montani. La presenza delle aziende agricole rappresenta quindi un elemento di valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio, anche e in particolar modo nelle aree protette».

I risultati di quanto realizzato da Legambiente sono stati presentati il 26 ottobre proprio a Sassello nel Parco del Beigua durante il workshop interregionale del progetto ViviMed. Qui sono state illustrate anche le proposte turistiche emerse per i territori pilota della Toscana e della PACA, rispettivamente Amiata, Garfagnana, Lunigiana e Alto-Var Verdon.

Il progetto coinvolge tutte e 5 le aree di cooperazione transfrontaliera dove sono impegnati l’Agenzia Sarda per le Politiche attive del lavoro (ASPAL – capofila di progetto),la Regione Toscana, Lucense, il dipartimento di architettura dell’Università di Firenze, l’Agenzia del Turismo della Corsica e le associazioni ambientaliste FNE-PACA e, ovviamente, Circolo Festambiente.

Presenti all’iniziativa Angelo Gentili, Segreteria Nazionale Legambiente e coordinatore progetto ViviMed per la Liguria, Daniele Buschiazzo, Sindaco di Sassello e Presidente Ente Parco del  Beigua, Stefano Mai, Assessore ai Parchi Regione Liguria, Gianni Berrino, Assessore al Turismo Regione Liguria, Santo Grammatico, Presidente Legambiente Liguria, Marco Rolandi, Ufficio di coordinamento regionale Interreg IT-FR Marittimo, i delegati dei partner di progetto, oltre ad esperti nel campo della promozione turistica e tour operator esperti nel settore dell’ecoturismo.