Fusti tossici di Gorgona: i materiali recuperati verranno ritrattati (in Germania)

[16 dicembre 2013]

I fusti e i sacchi contenenti catalizzatori esausti nichel-molibdeno utilizzati per la desolforazione del petrolio ripescati (nell’estate 2012) sul fondale al largo dell’Isola di Gorgona,partiranno per la Germania  il 17 dicembre, proprio nel giorno del secondo anniversario dell’incidente dell’eurocargo Venezia della Grimaldi (Atlantica di Navigazione).

Il carico verrà trasferito in Germania dalla  Waste Recycling di Castelfranco di Sotto e l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) spiega che «I fusti e i sacchi dispersi dalla Motonave Eurocargo Venezia, recuperati nell’estate 2012 a largo dell’Isola di Gorgona, erano stati raccolti in 17 cassoni appositamente progettati e consegnati dalla Società Atlantica di Navigazione in deposito presso la Labromare di Livorno, in attesa di successive operazioni di recupero/smaltimento.

Il Tavolo tecnico, istituito dal Ministero dell’Ambiente e presieduto dalla Capitaneria di Porto di Livorno, in una delle sue riunioni tenutasi il 26 giugno scorso, a cui avevano partecipato tutti gli Enti coinvolti oltre ad Atlantica di Navigazione e Labromare, aveva indicato per i catalizzatori recuperati, classificati come rifiuti, una gestione che privilegiasse il recupero, invece dello smaltimento. Successivamente, su incarico della Società Atlantica di Navigazione, Labromare ha presentato alla Provincia di Livorno e al Dipartimento Arpat di Livorno, un Piano operativo di smaltimento dei catalizzatori esausti che prevedeva come primo step l’invio alla Waste Recycling di Castelfranco di Sotto (Pi), Società specializzata per operazioni di smaltimento rifiuti e bonifica. Quest’ultima ha, quindi, provveduto ad aprire i cassoni e svuotarli dall’acqua di mare presente all’interno, poi inviata a depurazione, e ad estrarre i fusti dai cassoni e a campionarne il contenuto per verificare lo stato di conservazione del catalizzatore Nichel (Ni) – Molibdeno (Mo), verifica da cui è emersa la possibilità di un suo nuovo riutilizzo. Il Dipartimento Arpat di Pisa, a fine agosto, ha effettuato un sopralluogo presso la Waste Recycling, acquisendo i relativi formulari, non evidenziando irregolarità nelle operazioni in corso».

Il Piano operativo dello smaltimento dei rifiuti inviato a Regione Toscana, Provincia di Livorno, Asl 6, Arpat, Agenzia delle Dogane, Autorità Portuale, e per  conoscenza ai ministeri della salute e dell’ambiente ed a Comune di Livorno, Istituto Superiore di Sanità ed Ispra, prevede «Una successiva fase con l’invio del catalizzatore prima alla Società Indaver Italia di Origgio (Va) con la causale R13 (messa in riserva prima del trattamento di recupero), previsto per il 17 dicembre, e poi il trasferimento presso l’impianto della Società Nickelhutte ad Aue in Sassonia, Germania, non per lo smaltimento, quindi, ma per il recupero (R4, riciclo/recupero dei metalli o dei composti metallici) come auspicato dal Tavolo tecnico».